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Come essere un buon leader in azienda? Skill e strategie

essere leader

In questo articolo non voglio schierarmi con una piuttosto che con un’altra corrente su come diventare leader.
Punto invece a presentarti la mia esperienza da leader.
Ti illustrerò l’approccio che insegno alle centinaia di allievi dei miei percorsi formativi privati.

La leadership in azienda: cosa significa essere un leader in ogni situazione

Oggi si parla spessissimo di leadership. Ci sono moltissime scuole di pensiero e filosofie variegate che approcciano al come diventare leader. Ognuna di queste ha un proprio modo!

Essere leader vuol dire guidare gli altri e se stessi verso il raggiungimento di un traguardo INSIEME. Il leader guida il team tramite un comportamento sano, chiaro, condivisibile e ben focalizzato.

Secondo Warren Bennis, la leadership è “la capacità di tradurre la visione in realtà”.

Mentre una volta Shoshana Zuboff, psicologa di Harvard Business School, si è espressa così:

“Nell’arco di un secolo, le grandi imprese si sono trasformate da cima a fond. Di conseguenza, anche il paesaggio emotivo è cambiato radicalmente. Per decenni è prevalso il dominio verticale da parte della gerarchia aziendale. A venire premiato era il capo che sapeva maneggiare le persone come oggetti… il veterano pronto a tutto!
Quelle gerarchie rigide, però, hanno iniziato a incrinarsi nel corso degli anni 80 sotto la duplice pressione della globalizzazione e delle nuove tecnologie. Il capo veterano è un fossile del passato. Il futuro del mondo aziendale è tutto dalla parte del virtuoso delle abilità interpersonali”.

Quando parliamo di business, la leadership è intimamente legata alla questione delle prestazioni e dei risultati. Essere leader però non è soltanto sinonimo di “dominio” nei confronti dei propri subordinati.
Tutt’altro.

Si tratta dell’arte di persuadere gli altri a cooperare in vista di un obiettivo condiviso, accettato e soprattutto coerente ai propri valori.

Quali soggetti sono considerati leader efficaci?
Coloro in grado di incrementare i profitti della loro azienda (risultati quantitativi). Questi si servono di un certo mindset e di abilità sociali evolute, portando benessere ed equilibrio nel contesto organizzativo (risultati qualitativi).

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Cosa (non) è la leadership sfatando qualche luogo comune:

1.Leadership non è sinonimo di gestione

Essere manager e diventare dei leader non sono la stessa identica cosa. Questi due concetti non sono affatto sinonimi intercambiabili e dobbiamo subito distinguere il perché. I buoni manager riescono a gestire progetti, monitorare, coordinare, risolvere, assumere, licenziare e tante altre attività. Possiamo dire che i manager gestiscono le cose, ma i leader guidano le persone.

2.Leadership non è sinonimo di anzianità anagrafica o aziendale

L’avanzare dell’età anagrafica o dell’esperienza in azienda non rende leader automaticamente. L’azienda potrebbe premiare chi è in azienda da diverso tempo per:

  • la lealtà,
  • l’attaccamento familiare dimostrato,
  • i risultati raggiunti,
  • l’affidabilità e la riservatezza.

Ciò non vorrebbe dire automaticamente che quel professionista “senior” sia un vero leader.

3.Leadership non è titolo di studio e certificati blasonati

Non esiste una laurea per diventare un leader. Ci sono delle caratteristiche e soprattutto dei comportamenti su cui si può lavorare per migliorare se stessi. Nel mio Master MiVedoManager faccio proprio questo.
Il mio master è una “palestra” a diventare Manager e Leader valorizzando le proprie competenze trasversali e intelligenze (emotiva, interpersonale, intrapersonale) per scalare la vetta aziendale.

Il principale responsabile di una società globale di ricerca e selezione del personale si è espresso così:

“I manager vengono assunti in base al loro quoziente intellettivo e alla loro esperienza nel campo degli affari. Poi vengono licenziati perché mancano di intelligenza emotiva”

Un leader davvero bravo è in grado di entrare in risonanza con i suoi subordinati, innescando un’armonia neurale che facilita il flusso.

Cosa fa e non fa un bravo leader

  • Un bravo leader non pensa mai di avere la soluzione in tasca. Non smette mai di imparare, crescere, evolvere grazie al confronto costruttivo, alle domande e all’ascolto attivo delle risposte;
  • Un bravo leader non fornisce risposte approssimative, opinabili. Al contrario cerca soluzioni pratiche, immediate e tempestive incoraggiando pensiero laterale e critico;
  • Un bravo leader non parla più di quanto ascolti. Ascolta attivamente più di quanto parli utilizzando una comunicazione positiva ed empatica. Mette al centro l’intelligenza emotiva al servizio delle performance;
  • Un bravo leader non dirige colleghi e collaboratori in modo autoritario. Allena gli altri affinché raggiungano risultati straordinari tutti insieme come squadra. In questo modo genera armonia, sinergie costruttive e valorizzando i talenti di ciascuno;
  • Un bravo leader non critica per partito preso, per convinzioni, credenze, stereotipi e luoghi comuni. Incoraggia con scelte coraggiose. Fornisce a colleghi e collaboratori un’ottima reputazione all’altezza delle sue aspettative;
  • Un bravo leader non individua le debolezze di colleghi e collaboratori rimarcandole. Scova i talenti naturali enfatizzandoli, nutrendoli e rafforzandoli. Accresce il valore percepito per il benessere del team e di migliori performance organizzative;
  • Un bravo leader non utilizza la prima persona singolare “io” quando presenta progetti o compie scelte. Utilizza sempre il “noi” per accrescere il senso di appartenenza. In questo modo sprona alla collaborazione e ispira gli altri ad un “family effect”.

Tutto quello che abbiamo detto fino ad ora potremmo sintetizzarlo con questa super citazione:

Leaders are individualswho help us over come our own selfishness, weakness, and fears, and getus to do harder, better, more important work thanwecould do on our own
(David Foster Wallace, Consider the Lobster)

Cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti, se ti va.

Le skill che ti servono per essere un buon leader in azienda

Qui di seguito alcune delle skills da inserire nel proprio set di competenze e comportamenti:

Integrità

La grande leadership è caratterizzata da onestà, sincerità e franchezza nei confronti delle persone con cui si ha a che fare, in qualsiasi circostanza. Difendi la tua integrità come una cosa sacra!
Ricorda sempre: le performance sono la base ma chi progredisce in azienda sono le persone “trusty”. Sono le persone fidate, leali ed integre alla causa aziendale a diventare leader.

Affidabilità

La leadership è stata definita come la capacità di fare proseliti. Affinché le persone ti seguano e subordino i loro interessi ai tuoi, devono poter credere in te ed essere disposte a impegnare il loro tempo, denaro ed energie per te. La leadership è determinata dalla fiducia che gli altri ripongono in te. Le loro promesse saranno caute e manterranno sempre la parola data. La gente sa cosa aspettarsi. Non ci sono sorprese.

Ispirazione

La leadership transazionale è la capacità di guidare le persone, gestire le risorse e far portare a termine un compito. Ma la leadership trasformazionale, la forma più importante di leadership. È la capacità di motivare, ispirare e portare le persone a più alti livelli di performance. La leadership trasformazionale è la capacità di toccare le persone emotivamente affinché siano più di prima e contribuiscano più di prima. Questa capacità permette ai leader trasformazionali di ottenere performance straordinarie da persone normali.

Ambizione

I leader hanno un quadro nitido del futuro che vogliono creare. Hanno la capacità di comunicare questa vision agli altri, entusiasmandoli e ispirandoli. Le persone possono lavorare con costanza in cambio di uno stipendio, ma eseguiranno i loro incarichi ai massimi livelli solo se ispirate da una vision. Diventi leader quando stabilisci un obiettivo, ne pianifichi la realizzazione e metti anima e corpo per realizzarlo. Il leader ha una visione chiara, valori chiari, una missione chiara e obiettivi, piani e strategie chiari e messi per iscritto per il proprio ufficio o per la propria azienda. I Leader sono allievi, cercano sempre di migliorar sul lavoro e nella vita personale. Leggono, seguono corsi e seminari. Ascoltano programmi audio quando sono in macchina o nei periodi morti piuttosto che scrollare all’infinito le bacheche sterili sui social del momento.
Partecipano a conferenze e alle riunioni delle associazioni, vanno ai dibattiti arricchenti e ne fanno tesoro. Si impegnano per apprendere e crescere in ogni AREA DI ECCELLENZA dove sentono di poter dare un contributo prezioso al loro lavoro.

Empatia

I leader sono attenti e consapevoli delle esigenze, emozioni e motivazioni di coloro che guidano. I leader dispongono di elevati livelli di intelligenza interpersonale. Sono sempre attenti ai pensieri, sentimenti e possibili reazioni degli altri, alle cose che fanno e dicono. I leader sono bravi ascoltatori. Ascoltano attentamente quel che dicono gli altri e cercano di capire ciò che viene SOTTOLINEATO tra le righe.
Appunta sempre tutto. Prendi l’abitudine di portare sempre con te una moleskine personale dove tenere traccia di messaggi espliciti, impliciti, di parole chiave, concetti ripetuti, formule utilizzate, obiettivi manifesti e taciuti. Pensa subito a quale può essere il tuo aiuto e supporto.
Manifestalo poi in pubblico o in privato!
Contatterai successivamente tizio o caio per portare una soluzione al loro problema nel giro di xyz ore/giorni/settimane.

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La domanda più frequente dei miei corsisti

Prendiamo il caso di Giovanna.

E’ un’esperta contabile brillante e curiosa di Roma. Ha passato gli ultimi quindici anni lavorando nel controllo di gestione di una grande organizzazione non governativa. Si è prodigata costantemente al di là delle aspettative (optando per generare un effetto wow nel portare a termine le sue mansioni in modo sempre outstanding). E’ sempre stata vista dal suo responsabile come uno degli elementi più validi del team. nonostante questo raramente promuove sé stessa. Preferisce concentrarsi sul proprio lavoro, lasciando che i risultati parlino da soli.

La “strategia” di dubbia efficacia di Giovanna, ti è familiare? Ti trovi nella sua stessa situazione?

Bene.
Giovanna, si è rivolta a me, in quanto Career Coach per capire come evolvere in azienda spiccando il volo che merita di fare. Ha le competenze tecniche, ha i risultati dalla sua parte. Non ha però un metodo efficace e scientifico per crescere in azienda né dimostra le abilità sociali di un leader.

La sua domanda molto onesta e condivisibile è stata:

“Guglielmo vedo molti dei miei colleghi passarmi davanti, anche quando non sono in gamba come me. Non capisco come essere notata ed ottenere la crescita, le responsabilità e i progetti che merito.
Perché accade? Cosa posso fare per emergere?”

I colleghi meno competenti di Giovanna hanno puntato sulle competenze trasversali e abilità sociali degne dei leader. Sicurezza di sé (self-confidence) e assertività trasmettono l’impressione di essere più motivati e dotati delle attitudini tipiche del leader. Possono fare affidamento su persone come Giovanna per mandare avanti la “baracca”. La loro incompetenza quindi è spesso mascherata dal contributo silenzioso ma efficace di Giovanna.

Lei si è trasformata involontariamente in uno yes-man talmente responsabile e innamorata del proprio lavoro da assecondare le richieste dei colleghi. In questo modo Giovanna non viene percepita per le qualità e le competenze che porta all’azienda. Non le vengono riconosciuti apertamente i meriti. Appare come una eccellente operativa che pecca di visione strategica “alta” e di intelligenza emotiva. Un’intelligenza emotiva utile a contestualizzarsi nello scenario che vive.

Come sono solito dire nelle mie lezioni gratuite sul Gruppo Facebook JobHero di Guglielmo Dragotta (puoi accedere QUI), i leader che crescono NON sono tecnici operativi iper specializzati.
Leader è il professionisti con le skills di cui abbiamo parlato, che ha una chiara visione d’insieme e che è capace di guidare.

Giovanna grazie al percorso di coaching intrapreso è riuscita a valorizzare se stessa e ad emergere per i suoi talenti. Come lei altre centinaia di allievi sono partite da posizioni del tutto simili. Grazie al mio percorso, però, oggi vivono una vita professionale felice e appagante.

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