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Come trovare lavoro senza esperienza

Come trovare lavoro senza esperienza

In tantissimi mi scrivono in privato chiedendomi aiuto per trovare lavoro. La domanda è sempre la stessa:

“Guglielmo, come faccio a trovare lavoro senza esperienza?”

Probabilmente anche tu ti poni una domanda del tutto simile a questa.

Magari sei alla tua primissima esperienza lavorativa.
Magari invece hai già 5-10 anni (o più) alle spalle in un determinato ruolo e settore e adesso vorresti cambiare ambito. Anche in questo caso però ti senti come un neofita alla prima esperienza. Come se dovessi ricominciare da capo azzerando tutti quegli anni di sacrifici e competenze maturate.

Bene, NON SEI IL SOLO a sentirti così.
La bella notizia è che puoi serenamente capire come ragionano selezionatori e datori di lavoro. Così facendo potrai importi sul mercato del lavoro e differenziarti. Ti serve però un metodo.

Mentre il 99% dei candidati commette un errore gigantesco.

NON saper leggere ed interpretare TUTTE le proprie esperienze (personali e professionali), le proprie competenze (tecniche e soprattutto trasversali) e le lezioni imparate (take-away da ogni esperienza, metodi appresi, risultati generati).
Solo così potrai dare a tutto questo ben di Dio di informazioni un nuovo valore!

Io da anni insegno ai miei allievi privati a “riciclare” (o meglio riqualificare) ogni aspetto della loro vita. Solo in tal modo si raggiungono gli obiettivi professionali che si desiderano.
Solo così ti renderai conto che trovare lavoro senza esperienza è possibile… perché in realtà le esperienze ce le hai già!

Se mi seguirai in questo viaggio, imparerai le basi per ragionare in modo controintuitivo. A costruire un progetto professionale, solido, appagante e di successo.

Ci stai? Sei con me? Ottimo, partiamo allora!

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E’ possibile farsi assumere senza esperienza?

La risposta rapida a questa annosa domanda è “SI”.

Dobbiamo approfondirla! Dobbiamo capire il come, il perché e il quando sia possibile trovare lavoro senza “esperienza” diretta.

L’obiettivo principale da tenere sempre a mente è uno solo. Bisogna creare congruenza tra le tue potenzialità e ciò che viene ricercato dal selezionatore.

Il candidato medio che tipo di errore fa?

Non considera le proprie esperienze di vita nella loro completezza. Quindi fatica nel separare tutto quello che riguarda il personale distinguendolo dal professionale. La forza è invece data proprio dall’unione di esperienze e competenze che INSIEME creano sinergie e utilità per i datori di lavoro.

Bisogna partire dal presupposto che la nostra vita è ampiamente contaminata. Noi siamo il risultato di questa somma di esperienze.

Magari anche tu come la maggior parte dei candidati vedi questo elenco di esperienze come una sequenza di fatti scollegati l’uno con l’altro. Come se si trovassero in vere e proprie camere stagne.

Magari ti passano nella mente considerazioni di questo tipo:

L’esperienza a livello agonistico nella pallavolo non c’entra nulla con la scelta universitaria di studiare marketing

Ho 8 anni di esperienza di lavoro in una APL come Recruiter. Adesso le aziende non mi considerano perché mi sono specializzato in quell’ambito per troppo tempo

Io non sono pronto perché non sono pratico di quel tipo di mondo, di ruolo, di settore

Tutte queste affermazioni (e molte altre del tutto simili) sono errate.
Ti bloccano e non servono proprio a nulla.

Esercizio flash
Ti invito a traslare tutte queste affermazioni nella tua esperienza pratica. Pensa a tutte le esperienze che hai citato già nel tuo curriculum: credi che non abbiano senso l’una con l’altra.
Nessuna apparente utilità con i requisiti richiesti nell’annuncio di lavoro che stai valutando per candidarti. Fai mente locale su tutto, non tralasciare nulla e utilizza il METODO FA.RI.SI.CO. per venirne a capo.
Sarà un inizio di ragionamento.

Come hai potuto notare stiamo cercando di fare due cose qui:

  1. Distruggere la tua visione. Questa non agevola per niente il selezionatore a capire il senso comune di tutto ciò che hai fatto.
  2. Costruire dei collegamenti tra ciò che hai compiuto nella tua vita e le richieste del datore di lavoro. Accrescere il tuo valore percepito riqualificando (o meglio riciclando) ogni singola esperienza per avvicinarti al tuo prossimo futuro professionale. Costruiamo così credibilità e autenticità. Riduciamo il rischio che il selezionatore non ti consideri idoneo rispetto al ruolo.

Per fare tutto questo attingeremo alle competenze trasferibili e trasversali.

Vuoi scoprire come? Continua a leggere!


I primi passi per trovare lavoro senza esperienza diretta

Il primissimo passo è creare la tua personalissima “WOW BOX”. Immagina di comprare un paio di scarpe su Zalando. Piuttosto che mandarti il pacco di scarpe col prodotto che hai comprato, ti mandano una wow box.

Di cosa si tratta?

Ovviamente di una scatola con all’interno il prodotto che hai richiesto. Ma anche qualcos’altro. Tutta una serie di altri prodotti. C’è anche una lettera manoscritta del fondatore che ti ringrazia. Ti omaggia di un altro oggetto per ringraziarti  per la fiducia che hai accordato a quel brand.

In ambito comunicazione, marketing e vendita quando si parla di wow box? 
Quando si inserisce tutto ciò che può servire all’azienda per accrescere il suo valore, il suo posizionamento. Superando il concetto di ciò che fosse scontato spedire (le scarpe nel caso dell’esempio) generando un potentissimo effetto wow.

E’ proprio questo effetto sorpresa che ti porta a vivere quel tipo di esperienza ad un livello nettamente superiore.

Lo rende così memorabile. Degno di nota!

Perché ha superato le aspettative (ovvero il punto di sufficienza) facendo qualcosa che non avresti mai immaginato.

Bene, cosa c’entra tutto questo con il trovare lavoro senza esperienza?

C’entra eccome!
Unire i puntini della tua vita (personale e professionale) è la base di partenza e di preparazione di una WOW BOX coi fiocchi. Il selezionatore e/o il datore di lavoro non potrà resisterle.

Come comporre la tua wow box:

  1. Leggi l’annuncio di lavoro in modo approfondito. Capisci requisiti mandatori (must have), distingui i nice to have e rumore di fondo;
  2. Usa il Metodo FA.RI.SI.CO.. Scova esperienze e fatti concreti della tua vita da mettere in collegamento con le richieste e le aspettative (implicite ed esplicite) dell’annuncio di lavoro;
  3. Argomenta e spiega con i fatti di essere perfettamente preparato a ricoprire quel tipo di ruolo. Dimostra di essere capace di portare un risultato e un vantaggio al datore di lavoro e al selezionatore;
  4. Enfatizza le competenze trasversali e trasferibili che hai appreso anche in lavori differenti e settori diversi. Ti accorgerai ben presto che le competenze trasversali ricorrono sempre incredibilmente più spesso di quelle tecniche. Questo ti permetterà di avere una maggiore capacità di manovra nello scegliere cosa valorizzare del tuo profilo in relazione a quanto ricercato dal datore di lavoro.

Io ho tanti miei allievi che hanno degli hobby fortissimi. Non riescono però a collegare quello che hanno imparato grazie alle loro passioni a quello che serve all’azienda nel ruolo x.

Facciamo qualche esempio? Cosa ne dici?

Come fare esperienza (quali strategie usare per ottenere il lavoro)

Allora ti faccio un esempio anche abbastanza semplice per farti capire agevolmente. Ti racconto quanto accaduto a Giovanna proprio pochi giorni fa in consulenza.

Giovanna ha fatto della sua passione (il mondo dell’arte e del teatro) uno degli  elementi cardine della sua vita personale. MA non riusciva a trovare una connotazione positiva collegata alla sfera professionale.

Giovanna senza accorgersene ha fatto moltissime cose e preso molte decisioni.

Non ha ancora capito minimamente come valorizzare però! Tutte le sue esperienza la rendono immediatamente una spanna sopra qualsiasi altro candidato mediocre.

Ecco cosa ha fatto:

1. ha creato da zero un’associazione no profit
2. è salita sul palco come performer
3. ha curato per intero l’organizzazione dell’evento a 360 gradi
4. si è occupata della parte di promozione dell’evento
5. e molto altro

Però Giovanna non ha mai studiato come si realizza un vero e proprio evento. Non ha studiato da event planner e neppure frequentato un costoso master specializzante.

Non ha alcun tipo di esperienze “diretta” nel mondo delle aziende in quel tipo di ambito.

Nel suo curriculum, come esperienza lavorativa (con contratto) inserisce soltanto quella di promoter. Tutto ciò che riguarda eventi e teatro ha sempre pensato bisognasse relegarlo ad un hobby poco utile!

Per ognuno dei punti precedenti Giovanna ha imparato sul campo moltissime cose diverse. Ha allenato competenze trasversali e trasferibili ad altri contesti lavorativi (e di vita). Ti faccio qualche esempio facile e veloce per farti capire

1.Ha creato da zero un’associazione no profit

Vuol dire che non soltanto ha avuto un’idea ma che l’ha trasformata in qualcosa di concreto. Ha coinvolto persone, risorse, dimostrando competenze quali leadership, orientamento al risultato, capacità di analisi. Oltre a questo, molte altre skills assolutamente trasferibili a nuovi contesti ed ambiti lavorativi.

2.E’ salita sul palco come performer

Ha studiato il copione, l’ha imparato e non ha avuto timore nel presentarsi ad una platea. Ha dimostrato di avere capacità di apprendimento, duttilità e spiccate doti comunicative allenate grazie al teatro. Anche queste sono validissime competenze facili da trasporre nei contesti lavorativi più disparati. Dall’ambito vendite/commerciale all’ambito marketing e comunicazione per arrivare al settore public relations etc.

3.Ha curato l’intera organizzazione dell’evento a 360 gradi

Si è interfacciata con una platea variegata di soggetti (fornitori, autori, clienti, attori, soci dell’associazione, sostenitori della stessa). Ne ha capito logiche ed esigenze. Ha sviluppato quindi doti organizzative, di pianificazione, problem solving, pensiero laterale ed empatia. Non c’è bisogno che ti dica quanto anche queste skills siano ricercatissime dal mercato! Skils del tutto trasferibili e “portabili” agli ambiti professionali più disparati.

4.Si è occupata della parte di promozione dell’evento

Ha fatto ricerche e indagini di mercato. Studiato ed approfondito la sua buyer personas segmentando il suo pubblico potenziale. Ha curato la parte di funnel relativa all’acquisizione di potenziali clienti. Li ha convertiti all’acquisto del biglietto per assistere allo spettacolo. 

Giovanna, non sottolinea mai una cosa estremamente importante: ha fatto il tutto esaurito al primo evento che avesse mai organizzato.

Ha riempito un teatro da 300 posti a sedere in platea con un biglietto medio di 50 €. 

Come se non bastasse c’è riuscita con uno spettacolo del tutto sconosciuto! Lo spettacolo non era dei soliti autori altisonanti. Era di un illustre sconosciuto americano scovato proprio da Giovanna nella sua attività di ricerca minuziosa di nuovi talenti.

Insomma capisci adesso il senso di quello che dico?

Se impari ad analizzare le cose da una nuova prospettiva avrai moltissime cartucce in più da poter utilizzare. Potrai così differenziarti. Riuscirai ad avere l’attenzione del selezionatore e del datore di lavoro anche se non hai esperienze “dirette” nel ruolo.

Ne troveremo insieme molte altre alle quali tu non avevi mai pensato.

L’hobby di Giovanna si è trasformato da un’attività apparentemente di contorno e di poco valore ad una esperienza centrale. Un’esperienza capace di dimostrare immediatamente una sfilza di competenze specifiche che possiamo andare a ribaltare e a declinare direttamente in un altro contesto utile al datore di lavoro.

Questa conversione però dovrai imparare TU a farla. Non sarà compito del selezionatore vedere oltre il suo naso, ma TUA.

Ovviamente è necessario un metodo. Ed è proprio quello che insegno ai miei allievi all’interno del percorso a numero chiuso più completo d’Italia chiamato JobHero Academy (scopri di più qui).

Ciò che devi imparare è rivalutare, riqualificare, ristrutturare e riciclare quelle preziose competenze, lezioni imparate, aneddoti. Potrai costruire uno storytelling che ti permetta di essere percepito come un professionista che si è trovato già in quella situazione.
Probabilmente lo già fatto! Solo che hai inserito tutto in un “cassetto” totalmente differente da quello che l’azienda si aspetterebbe.

Ricorda che i selezionatori non sono dei coach. Sei tu che dovrai fargli capire le tue reali potenzialità, il tuo valore. Tu dovrai creare un mark-up tra quello che è il costo che l’azienda avrebbe nell’assumerti e il valore che saresti in grado di realizzare per loro.

“Come si fa tutto questo Guglielmo?”

Facile! Serve un metodo per unire i puntini e vedere le cose con un nuovo angolo di lettura. Così da farti apparire perfettamente differente rispetto a tutti gli altri candidati.

Se sei stufo di redigere un cv con un insieme di esperienze molto variegate che non si parlano tra di loro, sei nel posto giusto! Ti consiglio di mettere subito in pratica la WOW BOX e continuare a leggere.

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Come enfatizzare le proprie capacità’ e competenze scrivendo una lettera di presentazione

La lettera di presentazione viene chiamata anche cover letter, lettera di motivazione o lettera di accompagnamento.

Ci sono tanti, troppi, modi per definire la lettera di presentazione. Quello che serve subito sapere fare oggi è una mail! D’altronde non potrebbe essere diversamente visto che il mondo del lavoro funziona solo con le email che devono essere veloci, coincise, di facile lettura.

Tutto deve essere immediato, rapido. Funzionale a veicolare un messaggio utile all’interlocutore che la leggerà.

La lettera di presentazione/motivazione come dice la stessa formula deve presentare il tuo profilo come idoneo a valutazione. Allineato e coerente rispetto all’annuncio per il quale ti stai proponendo e motivante nel veicolare il tuo “perché-come-cosa”.

Ne parlo in numerose mie lezioni pubblicate sulla community Jobhero Di Guglielmo Dragotta (puoi accedere qui).

Lo schema che ti suggerisco di utilizzare per redigere una lettera che susciti interesse e porti a contattarti è il seguente:

  1. posizione ricercata da ricalcare (spiegazione e motivazioni)
  2. fattore critico di successo + ponti 
  3. risultati e numeri
  4. call to action al curriculum vitae
  5. congedo + citazione + contatti

Approfondiremo ognuno di questi punti in un articolo dedicato alla lettera di presentazione. Non perdertelo.

Se vuoi che lo condivida sul mio blog, scrivi nei commenti “Sgancia l’articolo” così da rimanere aggiornato sulla prossima uscita.

Come trovare lavoro senza esperienza

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2 commenti su “Come trovare lavoro senza esperienza”

  1. Irene Ratini ha detto:

    Trovo questo articolo molto stimolane ed approfondito ma, allo stesso tempo, in grado di generare curiosità che lascino spazio al dubbio e quindi alla voglia di scavare più in fondo a se stessi.
    Ottimi consigli ed esercizi sul traslare pragmaticamente le esperienze vissute anche in ambiti diversi e apparentemente sconnessi fra loro.
    Irene

  2. Emmanuela ha detto:

    Articolo molto utile,a volte si dà poca importanza alla lettere di presentazione.A dire il vero il più delle volte non la si scrive proprio

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