Candidati ora per la tua consulenza gratuita con Guglielmo Dragotta

Il metodo definitivo per non perdere il lavoro ed ottenerne uno migliore.

Come sta cambiando il mercato del lavoro e la modalità di lavorare?

In che modo puoi tutelarti in piena fase di emergenza coronavirus rimanendo occupabile?

Cosa posso fare per mitigare i rischi di perdere il lavoro?

Quali sono i settori meno colpiti dalla crisi nei quali avere più chance di essere assunti?

Come posso investire oggi il mio tempo per tornare immediatamente operativo non appena il prossimo decreto lo permetterà?

In che modo posso utilizzare il pretesto dello smart working per accrescere la mia produttività e generare maggior valore per la mia azienda?

Probabilmente alcune di queste domande in queste settimane ti stanno frullando nella mente.

Sei strano? No.

Sei il solo a fartele? Certamente no.

Posso dirti che è assolutamente fisiologico porsi questi interrogativi.

Cercare un confronto online è di certo importantissimo per raccogliere idee, spunti per allenare il tuo Problem Solving e il tuo pensiero laterale.

Come sono solito spiegare da anni ai miei allievi all’interno della mia community gratuita dove ad oggi siamo più di 4.200 membri (puoi iscriverti anche tu qui.

Per farlo CLICCA QUI) quando ci troviamo davanti ad un problema piccolo o grande che sia è importante avere metodo. 

“Guglielmo, ma si tratta di un virus imprevedibile non di un problema da nulla”

Certamente è vero, non si tratta di un problema da nulla ma non importa perché avere un metodo e allenare le proprie competenze trasversali, una su tutte oggi il Problem Solving crea un vantaggio competitivo enorme.

Tra l’altro, il Problem Solving fa parte delle 6 Top Soft Skills più richieste sul mercato del lavoro.

Ha una % di incidenza economica sulla RAL (Retribuzione Annua Lorda) fino al 17,6%.

La tabella contiene le 6 top soft skills più ricercate dal mercato con la percentuale di domanda del mercato e l'incidenza di ogni soft skills sulla retribuzione annua lorda del dipendente.

Direi un dato da attenzionare, non credi?

Te ne sarai reso conto di certo anche tu leggendo gli annunci di lavoro online quante volte venga richiesta questa skill.

Deve necessariamente far parte del tuo skill-set ma non basterà citarla nel curriculum oppure invocarla al colloquio di lavoro come fanno i principianti.

Dovrai allenarla e dimostrare, argomentare e spiegare con i fatti in che modo e con quale metodo tu utilizzi questa competenza per generare valore aggiunto.

Ok, quindi il primo consiglio che mi sento di darti per crescere professionalmente è:

EVITA DI CONSIDERARE LA TUA VITA A COMPARTIMENTI STAGNI.  

La vita è come un “Master” continuo. Dalle esperienze della vita dobbiamo trarre insegnamenti e competenze soft trasferibili in nuovi contesti e circostanze adattando il nostro mindset.

Inoltre un metodo permette di non finire per essere schiacciati dalla paura dell’incertezza e di scongiurare una situazione di caos mentale nel quale sarebbe facile cadere.

Questo metodo l’ho imparato lavorando in una multinazionale italiana del settore alimentare e l’acronimo del metodo che voglio immediatamente condividere è P.A.P.I.

Utilizzo spesso acronimi divertenti, evocativi affinché i concetti condivisi rimangano impressi più facilmente nella memoria, ti consiglio di fare lo stesso.

L’acronimo in questione nonostante possa ricordarti ad esempio la canzone Rabiosa di Shakira sta per

PROBLEMA – ANALISI – PROPOSTA – INVESTIMENTO

Il Metodo P.A.P.I. mi ha salvato la vita quando in azienda non riuscivo ad emergere dimostrando il mio reale valore e per questo spesso venivo dato per scontato in ufficio e messo da parte e mi ha di certo aiutato quando nella mia vita professionale sono arrivato ad un bivio tra:

mi adeguo ai diktat dell’azienda, faccio il mio e mi ritengo fortunato per quello che ho

OPPURE

mi soffermo su un problema che nessuno ha ancora affrontato e risolto ritenuto cruciale per le attività del mio ufficio/funzione, lo analizzo, oso proporre in modo coraggioso e puntuale una mia proposta ben argomentata e sostenuta da fatti (non da opinioni) e investo energie, tempo e risorse affinché l’azienda ottenga già un beneficio prima ancora di ricevere una ricompensa dai decision maker della stessa.

Beh, ho seguito la seconda via.

Di certo era la più lunga, tortuosa e rischiosa MA anche la più remunerativa, gratificante.

Questa strada mi avrebbe fatto sentire utile dando al mio lavoro e alle mie competenze un vero significato.

Finalmente mi sentivo vivo e riconosciuto.

Perché ti parlo del Metodo P.A.P.I. in questo contesto? Potresti domandarti:

“Guglielmo, ma cosa c’entra tutto questo con me, adesso in piena emergenza?”

C’entra eccome.

Le aziende oggi hanno un problema:

sono state bloccate da un fattore imprevedibile ed esogeno totalmente fuori dalla loro area di influenza (e ovviamente anche e sopratutto dalla tua).

Tu oggi hai un problema:

devi rimanere occupabile oppure impiegarti velocemente.

E non mi sembra un problema da niente.

Unioncamere ha stimato quasi un mezzo milione di posti di lavoro persi alla fine di quest’anno, per la precisione 420mila, la metà dei quali nel settore turistico, ovviamente il più penalizzato dall’impossibilità di spostarsi, di varcare i confini, di viaggiare in aereo.

Sempre secondo l’Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro), vi è un elevato rischio che i dati che verranno rilevati a fine anno sulla disoccupazione a livello globale risultino significativamente superiori rispetto alla proiezione iniziale che prevedeva un incremento di 25 milioni di disoccupati nel mondo.

Più di 4 persone su 5 (81 per cento) nella forza lavoro globale – che ammonta a 3,3 miliardi di lavoratori – sono attualmente interessate dalla chiusura totale o parziale delle attività produttive.

Non sono pessimista né disfattista per natura ma in famiglia mi hanno sempre insegnato ad essere prudente e a pormi le domande giuste per anticipare i problemi così da avere sempre un piano A, B e C.

Bene, a questo punto è importantissimo partire dal problema seguendo gli step del Metodo P.A.P.I.

Sei pronto? Direi di approfondire con questo articolo denso di soluzioni che puoi utilizzare immediatamente per te.

1) PROBLEMA

Non è un caso che partiamo dal problema. Il problema lascia delle briciole, degli indizi che se identificati, capiti e collegati contengono già la soluzione o quanto meno una delle soluzioni al problema stesso.

Il metodo ci aiuterà a interpretare la specifica circostanza. Cominciamo quindi il ragionamento partendo da alcuni numeri. 

Ricercare numeri attendibili da fonti accurate ci permette di allenare immediatamente due delle competenze trasversali indicate nel Dizionario delle Competenze di Spencer&Spencer.

CAPACITA’ DI ANALISI

La capacità di analizzare i problemi nelle loro componenti secondo un percorso logico, individuando le relazioni ed i nessi causali tra tutti i dati a disposizione su base razionale.

“Guglielmo, ma cos’è il Dizionario delle Competenze di Spencer&Spencer?”

Probabilmente ti starai chiedendo cosa sia questa ARMA SEGRETA che ti ho qui rivelato. 

Ebbene, nonostante molti formatori e miei colleghi HR di professione non vogliano che certi trucchi del segreto escano fuori allo scoperto, io ho deciso di essere dalla parte dei candidati e dei professionisti che vogliono passare al prossimo next level professionale.

Quindi senza troppi peli sulla lingua con la franchezza e trasparenza che mi contraddistinguono sono felice di condividere con te questo strumento usato direttamente da selezionatori e da psicologi del lavoro.

Il Dizionario delle competenze è lo strumento per effettuare la valutazione dei propri collaboratori e attraverso il dizionario delle competenze si procederà a un’analisi dei comportamenti, oggettivamente osservabili, messi in atto dal proprio collaboratore, confrontandoli con le descrizioni fornite nel dizionario.

Attraverso questa modalità, che prevede il confronto tra i comportamenti attesi dal ruolo e i comportamenti più frequenti agiti dalla persona, il valutatore potrà così verificare se e in che modo la persona possiede tutte le caratteristiche necessarie per esercitare in modo efficace il ruolo affidatole, individuandone così i punti di forza e le aree di miglioramento.

Ok, proseguiamo parlando allora dei numeri.

I numeri infatti ci fanno capire la portata del problema, quindi vediamo insieme alcune stime di questi giorni:

Il turismo risulta il settore maggiormente in sofferenza

con un calo stimato nel 2020 di 220mila occupati, ma si stimano ampie flessioni nello stock di occupati anche nei comparti delle costruzioni (-31mila unità), della moda (-19mila unità), della metallurgia (-17mila unità), della meccatronica (-10mila unità) e delle industrie della gomma e delle materie plastiche (-10mila unità). Per quanto riguarda i servizi, oltre al dato del turismo si segnalano importanti riduzioni degli occupati nel commercio (-72mila unità), nei servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone (-24mila unità) e nel trasporto e logistica (-18mila unità).

Pochi i settori per i quali si può prevedere un saldo positivo, e legati all’emergenza sanitaria e all’utilizzo delle tecnologie per il lavoro da remoto e non solo: sono infatti quelli della sanità (+26mila unità), dei servizi ICT (+8mila unità) e le industrie farmaceutiche (+1.200 unità).

Ma oltre ai dei semplici dati, l’emergenza coronavirus fornisce anche delle chiavi di lettura per reinterpretare i modelli organizzativi del lavoro. Da una ricerca dell’AIDP (l’associazione nazionale dei direttori del personale), ad esempio, viene fuori una certa preoccupazione: il 56% immagina chiusure e crisi aziendali e il 52% tassi di disoccupazione elevati.

[Aprile 2020, 12:59 | di FIRSTonline]

Wow. I numeri sono numeri.

Ti invito a leggerli come DATI del problema che stiamo affrontando cercando di valutarli in modo asettico, neutrale e distaccato altrimenti avranno un effetto bloccante e di scoraggiamento.

“Più la dai vinta a ciò che ti spaventa e più sarai incapace di affrontarlo. L’evitamento, è il primo alleato delle paure, che fornisce loro forza e solidità.”

Non cedere.

Allora il segreto è capire innanzitutto come non far parte di chi verrà lasciato a casa ribaltando la situazione a tuo vantaggio implementando le cosiddette competenze accidentali per accrescere il tuo valore percepito.

Agli occhi di chi?

Agli occhi di selezionatori, uomini del personale e datori di lavoro sia per mantenerti saldo nella tua posizione lavorativa o trovando lavoro nonostante il disagio di questa quarantena (esempio di Edoardo e Patrizio contattati in meno di 1h dall’invio del cv).

Testimonianza della celerità con cui un allievo che ha frequentato il mio corso JobHero Academy per trovare lavoro sia stato contattato dalle aziende nel giro di una sola ora da quando ha inoltrato l'application.
Edoardo
Testimonianza della celerità con cui un allievo che ha frequentato il mio corso JobHero Academy per trovare lavoro sia stato contattato dalle aziende nel giro di una sola ora da quando ha inoltrato l'application.
Patrizio

Quali altri dati puoi rintracciare su questa situazione? I dati ci servono per evolvere ed avere nuove INTUIZIONI (riportare il vocale del mio allievo Francesco Lagravinese).

“A distanza di pochi giorni da quando grazie alla JobHero Academy di Guglielmo sono stato assunto come Area Manager in Frais Monde (Cosmetici Naturali dalle Terme di Repole) è cominciato il graduale Block-down e i titolari dell’azienda essendo anche dottori farmacisti e quindi formulatori hanno ben pensato di creare una linea di gel igienizzanti che nelle varie settimane ha coperto tutti i diversi formati creando prodotti seguendo la filosofia dell’azienda quindi non un prodotto di mass market a base alcolica che dopo 4 utilizzi brucia le mani ma un prodotto assolutamente vegetale arricchita con clorechidina, antibatterico usato in sala chirurgica ad ampio spettro che quindi distrugge qualsiasi carica batterica sulle nostre mani.

Così si sono fermati tutti i piani d’azione sulle altre referenze in catalogo, molti punti vendita hanno chiuso nonostante potessero rimanere aperti come le Erboristerie hanno deciso di chiudere per la scarsa pedonabilità e qui io ho attivato uno dei tuoi tanti insegnamenti ovvero il pensiero laterale scavando nel mio back ground delle mie esperienze pregresse e mi sono attivato contattando buyer del settore no food che avevo conosciuto in altre esperienze di vita in ambito gdo e normal trade.

E in parole povere sono riuscito ad inserire questo nuovo prodotto su ampie superfici e poi ad agganciare un distributore per farmacia a Malta e il titolare quando ha visto come mi muovevo mi ha autorizzato a muovermi a livello di grandi insegne in Italia e non riconoscendo la mia intuizione di non focalizzarmi (come sarebbe stato naturale fare) nella vendita door to door del singolo cartone ma di guardare ai volumi in canali diversi.”

Francesco è riuscito a cogliere in una situazione di crisi un’opportunità utilizzandola a vantaggio proprio, del datore di lavoro e di migliaia di clienti che in questo modo hanno guadagnato un prodotto di qualità contro ogni sciacallaggio.

“Guglielmo, ma come faccio ad analizzare il problema da nuovi punti di vista?”

Per guardare al problema da nuovi punti di vista puoi cominciare con le seguenti domande:

Qual è il tuo contesto? (o quello nel quale vorresti operare)

Quali le peculiarità del tuo settore? (o di quello nel quale vorresti lavorare)

Che insidie riserva il tuo mercato ai tuoi potenziali clienti?

Che insidie riserva il tuo mercato al tuo datore di lavoro?

Da che errori e pericoli il prodotto/servizio dell’azienda protegge i clienti? 

Da che errori e pericoli il tuo lavoro protegge i clienti?

In che modo l’emergenza attuale (o qualsiasi altro problema esogeno o endogeno) ha creato difficoltà alle attività?

In che modo ha influenzato il tuo specifico lavoro, la tua operatività, il tuo team, i tuoi colleghi?

Un grande formatore americano Tony Robbins dice spesso che la qualità della nostra vita dipende dalla qualità delle nostre domande.

Ecco, proprio le domande sono alla base per riconoscere il problema e trarne le corrette informazioni che ti guideranno nel trovare la soluzione per dimostrare il tuo valore e le tue capacità.

Una volta individuato quello in cui tu e la tua azienda siete degli specialisti, ciò di cui puoi tranquillamente reputarti un esperto, la tua area di eccellenza, questa sarà al centro della tua soluzione.

Ok, adesso continua a porti altre domande cercando di prendere appunti andando sempre più in profondità nel ragionamento.

Ad esempio:

In che modo ci si aspetta che tu reagisca nel ruolo che ricopri (o che vorresti ricoprire)?

Quali sono le tue mansioni specifiche?

Qual è il tuo POP (Point of Parity) ed il POD (Point of Difference) del tuo ruolo? (Se non hai idea di cosa io stia parlando richiedi una Consulenza Strategica Gratuita con me compilando il form QUI)

Quali i risultati che fino a poco prima dello scoppio del “problema” l’azienda si sarebbe attesa da te?

Hai capito no?

Non c’è bisogno che continui altrimenti questo articolo sarà talmente lungo che quando avrai finito di leggerlo saremo già usciti dalla quarantena.

Il succo è poniti quante più domande puoi da quanti più punti di vista riesci.

Guarda al problema (collegandolo SEMPRE alla dimensione lavorativa) dalle seguenti prospettive:

Se stai cercando lavoro:

dalla tua, da quella del selezionatore, del responsabile di funzione, dei colleghi diretti del tuo ufficio, dell’azienda, del cliente (interno o esterno che dovresti servire)…

Se hai un lavoro:

idem come sopra, soltanto che al posto di considerare la prospettiva del selezionatore considera quella degli uomini HR al completo…

Bene, avrai riempito di informazioni sicuramente più di una pagina densa di contenuti.

Adesso sei pronto a proseguire col Metodo P.A.P.I.

2) ANALISI

Siamo quindi al punto di avere molti dati sul piatto, molte fonti, numeri, prospettive diverse che adesso dobbiamo necessariamente raccogliere, semplificare, digerire e sintetizzare.

Stai approfondendo il problema, ci sei dentro fino al collo adesso e stai cercando di emergere da questo pantano con la soluzione stretta tra le mani.

Prendi tutti i contenuti che hai prodotti e vedili come una sorta di SEMI-LAVORATO.

Sono informazioni preziose? Certamente. Non darle per scontate MA sono soltanto strumentali.

Ricorda che il tuo fine è produrre una SOLUZIONE.

La soluzione del problema non è importante che sia realmente risolutiva ma che produca un IMPATTO POSITIVO SULL’ORGANIZZAZIONE così da permetterti di metterti in luce agli occhi di selezionatori e datori di lavoro dimostrando il tuo valore.

Come?

Padroneggiando un Metodo replicabile e trasferibile nei contesti più disparati.

Ok, adesso ci viene in soccorso una seconda utilissima capacità, sempre citata nell’Area Cognitiva del Dizionario delle Competenze di cui già ti ho svelato l’incredibile importanza.

Sto parlando della CAPACITA’ DI SINTESI.

“Guglielmo immagino già cosa voglia dire saper sintetizzare”

Molto bene allora, ma repetita iuvant:

La capacità di sintesi è la capacità di astrarre, di trovare dati, di cogliere gli elementi distintivi di una situazione e le informazioni più salienti di un problema operando scelte di pensiero in termini di focalizzazione e priorità.

Quindi raccogliamo le informazioni simili, costruiamo un pattern con tutti i dati e le risposte alle tue domande maggiormente ripetute. Cerca appositamente le ridondanze perché ti permettono di capire dove la tua mente sta ponendo il focus.

“Guglielmo e con tutte le altre informazioni raccolte cosa ci faccio?”

Tienile lì da parte. Ma poni attenzione e priorità a ciò che hai ripetuto più volte.

Ok, ci sei? 

A questo punto chiediti a che livello da -1 a 5 sai padroneggiare tale capacità, a quale livello ti trovi?

Livello -1 
Pensa in modo fin troppo concreto.

Livello 0 
Utilizza regole elementari, riferimenti pratici ed esperienze passate per identificare la natura del problema. Vede analogie essenziali tra le situazioni in atto e altre precedenti.

Livello 1 
Utilizza regole astratte e concetti per identificare la natura del problema. Identifica discrepanze, tendenze e interrelazioni fra i dati.

Livello 2 
Applica a nuove situazioni la sua conoscenza di discrepanze, tendenze e rapporti osservati in passato. Utilizza e modifica a proprio modo i concetti e i metodi appresi in precedenza.

Livello 3 
Identifica gli aspetti chiave di situazioni complesse anche non evidenti agli altri e semplifica la complessità facendo ricorso a concetti immediati.

Livello 4 
Individua rapporti di interdipendenza fra dati complessi di problemi o situazioni non affini; mette insieme idee, elementi e osservazioni.

Livello 5 
Crea nuovi modelli o teorie che spiegano una situazione o un problema complesso.

Ovviamente più alto è il tuo livello più il tuo contributo sarà apprezzato e la soluzione creerà un vantaggio competitivo arricchendo la tua UNIQUE SELLING PROPOSITION e il tuo posizionamento in azienda.

Stai andando benissimo, quindi non mollare adesso… ti ho detto che i miei contenuti sono originali ed estremamente contaminati da discipline diverse… per questo funzionano ed hanno permesso a centinai di miei allievi di risolvere problemi più o meno complessi tanto da essere stati assunti in tempi record o ad aver fatto carriere brillanti…

Inoltre come puoi immaginare questo articolo non è un articolo striminzito con poche informazioni trite e ritrite che chiunque può trovare su internet gratuitamente.

Si tratta invece di una vera e propria lezione che sta già cambiando mentre leggi il tuo modo di pensare.

Ti stai già trasformando nella versione professionale di te stesso riveduta, migliorata e corretta.

Il mio obiettivo in ogni articolo che scrivo è curare la qualità dell’esperienza formativa, dei contenuti e del metodo per creare la lezione più sorprendente, utile e stimolante che riesca a fare.

In ogni articolo ho l’ambizione e volontà di trasmetterti più di 10 anni di esperienza come Selezionatore, Formatore, Imprenditore, Consulente e Coach. (se vuoi approfondire la mia storia vai al CHI SONO)

 Se invece hai domande chiedimi pure compilando il FORM

3) PROPOSTA

Benvenuto alla parte forse che preferisco: la proposta.

Ovvero la parte del Metodo P.A.P.I. in cui bisogna formulare la proposta (o le proposte, non appena ci prenderai la mano vedrai che diventerà estremamente più facile ed il ragionamento parte integrante del tuo modo di pensare).

Bene, non vedo l’ora che tu possa lasciarti andare, abbassare il freno e partire con le tue idee.

Considerando la natura del problema attuale e ovviamente gli sviluppi futuri dato dal COVID-19 ti do alcuni suggerimenti e spunti raccolti confrontandomi direttamente col mio network composto da più di 600 HR Manager e Selezionatori (che metto a disposizione dei miei allievi della JobHero Academy che necessitano di trovare/cambiare lavoro).

I punti su cui ci si deve impegnare in azienda sono essenzialmente quattro (ma potresti aggiungerne tu continuando pure l’elenco =D )

  1. La necessità di ripensare gli spazi. Dovremo ripensare l’assetto di uffici, open space, fabbriche, mensa, meeting room.
  2. La necessità di ripensare la formazione. Noi ne facciamo molta, soprattutto tecnica, che avviene in aula. Andrà rivista, pur sapendo che non potremmo pensare solo ai webinar, ma dovremo individuare altre modalità. 
  3. Organizzare lo smart working. Nel nostro settore lo smart working è ancora una modalità operativa marginale, ma probabilmente diventerà strutturale. Per i tecnici dovrà richiedere lo sviluppo di dotazioni aggiuntive, non solo a carico della nostra azienda, ma anche dell’intero Paese. Penso ad esempio alle infrastrutture tecnologiche e di rete: nel momento in cui lavoriamo tutti da casa sperimentiamo il limite di una connessione spesso debole e instabile. 
  4. Comunicazione. Questa crisi ha messo in evidenza il tema forte di come comunicare con tutta la popolazione aziendale. I nostri ‘blue collar’ al momento sono a casa, le attività di cantiere sono ferme, dobbiamo definire un nuovo protocollo di comunicazione con loro che spesso non dispongono di un computer portatile e, in alcuni casi, nemmeno di una email.

Ottimo… visto quanti spunti?

Ok, mettiti qui, dove sono io, prendi il mio punto di vista. Dai sali sulla cattedra, metaforicamente parlando…

Professore sulla cattedra nel film l'attimo fuggente insegna agli allievi a vedere il mondo da nuove prospettive

Bene, vedi che tutto ha una prospettiva diversa adesso? Allora cerca di:

  • Non pensare a te ma all’azienda
  • Pensare al benessere dei clienti (interni o esterni)
  • Metterti “al servizio” come fanno i veri Eroi, i veri Leader.

Per ognuno dei punti dell’elenco potresti avanzare una tua personale proposta per migliorare le cose in azienda, per avere un impatto sul tuo lavoro, sul tuo ruolo, nella tua funzione organizzativa etc.

In questo momento di quarantena potresti RIDISEGNARE il tuo lavoro, il tuo ruolo utilizzando il “PROBLEMA COVID-19” come pretesto per vedere le cose da nuovi angoli di entrata.

Ad esempio chiedendoti:

Quali sono i colli di bottiglia nel mio lavoro?

In che modo posso snellire, semplificare, rendere più performanti i processi A, B, C?

Impara ad identificare i problemi. Fermati a pensare quando si manifesta il problema, in quali situazioni e con chi. Individua se si tratta di una difficoltà momentanea oppure di un problema vero e proprio.

ESEMPIO

Se ti accorgessi che in questa fase i processi sono rallentati non soltanto dalla distanza fisica ma anche dal fatto che i colleghi coinvolti non riescono ad utilizzare a dovere, faccio un esempio, Excel e le tabelle pivot e le macro ALLORA la tua proposta per venire incontro alle esigenze della tua azienda e generare il tuo personale contributo per essere notato potrebbe essere realizzare un Webinar per i colleghi dell’azienda che non sappiano utilizzarlo a livello PRO. In questo modo avresti una ricaduta pratica e un incremento della tua performance e di quella dell’ufficio e di conseguenza un impatto sull’organizzazione.

In questo modo avresti toccato 3 dei 4 punti citati appena sopra: necessità di ripensare alla formazione, organizzare lo smart working, comunicare.

ESEMPIO

Oppure immagina che i colleghi del tuo ufficio gestiscano 100 pratiche/ora e che per gestirne 100/h abbiano bisogno di un training precedente di 50h che assorbe integralmente le energie psico-fisiche dell’addetto per più di una settimana.

Una mancanza di assertività non sono in grado di proporre miglioramenti nei processi perché sono dei “panzer esecutori”.

In questo modo accade che il tasso di chiusura positiva delle pratiche sia del 20% sulle 100 pratiche/h a causa di una mancanza di ascolto e di intelligenza emotiva necessaria a comprendere realmente i bisogni dei clienti.

Inoltre il training di 50h è da anni identico senza aggiornamenti utili a seguire la direzione in cui corre il mercato.

Dai DATI dell’esercizio traiamo vantaggio dagli stereotipi femminili che vedono la donna multitsking, empatica, accogliente e capace di ascoltare, potenzialmente dotata di assertività femminile. Queste capacità le utilizziamo immediatamente per generare un VANTAGGIO COMPETITIVO nei confronti dei colleghi…

Empatia

Ti ha permesso di ascoltare, intercettare e capire le esigenze dei clienti ed in questo modo avete velocizzato il tempo medio dedicato ad ogni pratica. In questo modo avete ottenuto i seguenti risultati:

> 150 pratiche all’ora (incremento del 50%)

> Tasso di chiusura positivo che dal 20% e passato al 30% (incremento del 10%)

Assertività

Ti ha permesso di proporre un metodo alternativo sia per effettuare un training più efficace da condividere con altri colleghi sia di costruire un METODO replicabile che porti altre risorse ad avere le vostre stesse performance straordinarie.

In questo modo sarai in grado di amplificare i vostri effetti a cascata.
Se all’interno del singolo ufficio a svolgere la medesima attività altre 4 risorse l’effetto moltiplicatore sarà X4 e voi sarete le protagoniste.

Sommiamo ognuno dei risultati DIRETTI e INDIRETTI generati traducendoli in termini monetari.

Trasformare gli altri vuol dire: 

> creare un vantaggio condiviso
> moltiplicare gli effetti positivi
> innescare benefici a cascata

Ti vengono in mente altri esempi?

Ti riporto la storia di Marta

Iscritta all’interno della mia community gratuita JobHero di Guglielmo Dragotta.

Lei è una commessa part time a chiamata (ora senza stipendio a causa dell’emergenza e della chiusura forzata degli esercizi commerciali non essenziali) MA Marta è anche blogger e illustratrice/artigiana. 

Queste sono le sue passioni e utilizzando il Metodo P.A.P.I. può metterle in pratica per creare valore per sé e per il proprio datore di lavoro così da monetizzare le sue competenze generando un mark-up per il proprio titolare. Ora lavora sulla creazione e il consolidamento della community del negozio, quel negozio che non aveva ancora una presenza online solida né di utilità reale per il proprio pubblico. 

La sua strategia è stata di cominciare a proporre contenuti di intrattenimento (ad esempio sta pubblicando degli articoli su come curare la propria immagine e il proprio outfit in casa nonostante la quarantena per non lasciarsi andare), ha realizzato alcuni bozzetti di abiti da realizzare in casa anche da chi non ha nessun tipo di spiccate capacità manuali riadattando i modelli, capi e accessori del brand per cui è commessa.

Lei ha lanciato un webinar bisettimanale con cadenza periodica nel quale fidelizza i clienti, li ascolta, pone domande, approfondisce le storie di ognuno, raccoglie preziose informazioni per generare empatia, semplificare la vita dei clienti e diventare un punto di riferimento umano.

Così ha avanzato le sue proposte, sta giocando le sue carte facendo volgere la mano a suo favore e sfruttando il problema del Covid-19 come una opportunità per allenare il suo sapere, saper fare e saper essere dimostrandolo all’esterno così da continuare ad essere occupabile grazie al quarto sapere di cui nessuno parla mai ma che io insegno a tutti i miei allievi: il FAR SAPERE.

Se sapete una cosa o se fate una cosa e poi non lo fate sapere comunicandolo in modo adeguato dimostrando, spiegando e argomentando congruentemente ai vostri valori alzando l’asticella delle vostre aspettative nessuno si accorgerà di voi, nessuno vi prenderà sul serio rischiando di essere brillanti ma di una brillantezza che nessuno avrà il piacere di vedere.

Il mondo ad esempio è pieno zeppo di libri rivoluzionari, di opere massime sepolte da altre migliaia di titoli che nessuno leggerà mai. Mentre altri libri non necessariamente rivoluzionari né per forma che per contenuto diventano best seller conosciuti e riconosciuti in tutto il mondo.

Voi non dovrete fare la fine dei primi, ma costruire le basi per avere l’impatto dei secondi e questo periodo può farvi letteralmente brillare.

Non c’è onore nel continuare ad adottare una mentalità ed una strategia che oggi vi imprigiona in un ruolo professionale che non vi soddisfa, in un lavoro che vi sfrutta o in un inseguimento disperato al prossimo annuncio di lavoro al quale vi preparerete come i peggiori kamikaze.

Tu, probabilmente ancora non te ne sei accorto ma ti sto già aiutando con olio di gomito grazie a questo articolo-lezione a modificare il tuo mindset acquisendo una nuova prospettiva.

In questo modo ti eviterò di commettere gli stessi errori che anni fa ho commesso anche io.

Ebbene si, anche io ho commesso molti errori e nonostante sul momento non me ne rendessi conto ne ho tratto gli insegnamenti che hanno contribuito a rendermi ciò che sono oggi: un professionista con centinaia di allievi in tutta Italia che insegna attraverso un metodo a vivere la proprio vita professionale (e personale) a pieno proprio come amo ed ho scelto io stesso di fare.

Ma non è sempre stato così.

Ho avuto capi che davano per scontato il mio lavoro senza valorizzare il mio contributo, che non investivano sulla mia formazione, che non stimolavano il mio intelletto né allenavano le mie abilità. Riunioni, discussioni, confronti improduttivi, trasferte di cui ero diventato schiavo che non aggiungevano alcun valore al mio contributo per l’azienda ma “dovevano essere fatte” e mi sfibravano rendendomi soltanto un pupazzo in balia degli eventi e di scelte prese da altri sopra di me gerarchicamente ma senza più i piedi per terra e dunque incapaci di capire il reale funzionamento delle cose.

(Puoi approfondire il mio percorso cliccando su CHI SONO)

Poi ho capito come investire su di me grazie anche al metodo che qui ti sto illustrando, il Metodo P.A.P.I. ed ho la vita che desidero dopo aver combattuto contro lo status quo delle aziende dove ho lavorato, dopo aver costruito e consolidato la mia area di influenza e di responsabilità, dopo aver formato migliaia di allievi e decine di collaboratori, dopo aver cambiato mindset e routine quotidiana, dopo aver allenato le mie intelligenze e nutrito il mio successo.

Ma avrai modo di scoprire altro su di me, se vorrai, te lo prometto anche in Consulenza Conoscitiva Gratuita. Puoi scoprire come richiederne una insieme a me CLICCANDO QUI.

“Guglielmo, posso prendere appunti?”

Certamente, proprio come fanno i miei allievi e i membri della community che hanno piacere nel richiedere la Consulenza Conoscitiva Gratuita. Mi fa solo piacere se prendi appunti anzi immagino tu abbia cominciato a prendere spunti ed annotazioni.

Fai bene, hai il mio benestare, non potrei essere più d’accordo.

Molto bene, continuiamo!

Immagina adesso di trovarti nella situazione peggiore: non avere il lavoro.

Cosa fare, specialmente in questo momento di difficoltà?

Ci chiudiamo nel guscio? Come un paguro impaurito?

Certamente non fa parte della strategia, quindi che fare?

Beh dovrai utilizzare le tue conoscenze e competenze per mitigare il problema attuale.

Devi ripercorrere la tua storia (personale e professionale) e scoprire quali siano le competenze che ti contraddistinguono da chiunque altro.

Non vorrei confonderti mettendo altra carne sul fuoco, anche se sto completando questo articolo a Pasquetta e nonostante lo scenario surreale c’è qualcuno che arrostisce costolette, ne sento l’odore.

Quando ti consiglio di ripercorrere la tua storia di fatto ti sto consigliando di prendere Consapevolezza di te. 

La Consapevolezza di te (e del tuo sapere, saper fare, saper essere e far sapere) è la base per costruire il tuo progetto professionale e renderlo memorabile, avvincente e “acquistabile” da selezionatore e datore di lavoro ed è il primo step del Metodo delle 4 C alla base della JobHero Academy (il corso di formazione che ho realizzato e che ad oggi ha cambiato la vita professionale di più di 120 allievi). 

Ripensare alla tua storia d’altronde come afferma Brendon Burchard, ti permette di accedere alle tue “competenza accidentali” che ad oggi non sai neanche di avere e che non stai minimamente facendo fruttare.

Accidente è un termine filosofico, coniato da Aristotele nei Topici, che sta ad indicare ciò che appartiene a un ente in modo non sostanziale. L’accidente quindi è qualcosa di “aggiunto” alla cosa, ovvero non facente parte dell’essenza di quella cosa.

Bene, senza dilungarmi su questo tema di cui potremo approfondire in sede di Consulenza Conoscitiva ti ricordo che per ottenere il successo professionali che aneli e che meriti tu ci metti la tua storia e le competenze, io ti insegno la strategia per comunicare in modo vincente il tuo progetto professionale imparando il linguaggio di selezionatori e datori di lavoro.

Non ti svelo adesso le altre 3 C perché potrei confonderti.

Proseguiamo invece col nostro ragionamento e il Metodo P.A.P.I.

Pensiamo a qualche altro esempio di PROPOSTA.

La storia di Michela

Michela durante questo periodo seguendo la JobHero Academy proprio come Francesco e Marta è riuscita ad accrescere il suo Posizionamento sul mercato nonostante non avesse un lavoro e qualche esperienza non proprio solida e duratura alle spalle.

Come ha fatto? Beh ovviamente seguendo il Metodo qui illustrato.

“Si Guglielmo, ma nel concreto qual è stata la sua proposta?”

Te la svelo immediatamente… 

Michela è riuscita a proporre le sue conoscenze e le sue competenze (mettendo a frutto anche quelle Accidentali: ricordi?) trovando lavoro per un tuor operator online specializzato in vacanze studio per Millennials e GenZ.

Probabilmente ti starai chiedendo in che modo sia riuscita sopratutto in un settore difficile e attualmente “sotto attacco” come quello del Turismo.

Col Metodo P.A.P.I. é riuscita a impacchettare delle Esperienze Formative in Lingua online al posto che offline e seguendo l’onda propositiva di un colosso innovativo come Airbnb ha studiato ed analizzato il nuovo portale online dedicato alle “Online Experiences”. 

Airbnb ha sviluppato il nuovo portale online dedicato alle Online Experiences

Se già Airbnb prima del Covid-19 aveva cominciato a vendere esperienze offline, Airbnb si é convertito in fretta  al digitale offrendo corsi, lezioni private ed esperienze di ogni genere che possano essere vissute dal proprio divano.

Partendo da questi spunti Michela ha messo a frutto le sue esperienze, conoscenze della lingua rivolgendosi ad un target alto spendente comunque bloccato attualmente in casa a causa della quarantena proponendo delle esperienze formative tematiche in lingua e catapultando la persona interessata a scoprire una nuova cultura e una nuova lingua facendo vivere a distanza ciò che avrebbe vissuto offline riducendo i costi, i tempi di spostamento e in piena sicurezza.

In questo modo è come se avesse ripensato al concetto della vacanza studio in famiglia creando dei pacchetti personalizzati e a tema per tutti i gusti unendo intrattenimento,  formazione e viaggio.

Wow Box per innovare nel settore turismo contenente la Beach Life Home Edition per chi ha trasformato il proprio terrazzo in Riccione, lettino, ombrellone e happy hour inclusi nella box

Michela ha pensato davvero a tutto, ha sfruttato competenze, conoscenze e canali e si è messa in contatto con alcuni Guest interessati a vivere questo genere di esperienza.

Poi ha proposto questa sua idea a Player di settore disruptive sempre alla ricerca di innovazione (penso subito a WeRoad da cui è tratta anche l’immagine) ed è riuscita a trovare lavoro divenendo Owner del progetto, portando valore all’azienda prima ancora di chiedere qualcosa in cambio ed ottenendo un ruolo da Project Manager che fino a poche settimane fa avrebbe sognato.

Grazie alla JobHero Academy è riuscita a monetizzare le sue competenze creando valore aggiunto e generando un Vantaggio Competitivo per l’azienda alla quale ha proposto l’iniziativa.

Questo genere di iniziative possono essere intraprese non soltanto da chi ha studiato Lingue come Michela ma anche dagli operatori Turistici, da chi oggi ha Agenzie viaggio etc.

Bisogna ripensare però all’esperienza, avere occhio di riguardo per l’utente, analizzare approfonditamente il problema generando soluzioni fattibili e utili a generare valore.

Michela utilizzando il Metodo P.A.P.I. e grazie a più di 27 ore di lezioni della JobHero Academy e alle 3 ore e mezza di coaching che abbiamo avuto insieme è riuscita ad unire far fruttare le sue competenze e persino quelle esperienze della sua vita che le sembravano tutt’altro che utili affinché creassero qualcosa di unico.

Ha inventato l’acqua calda? Decisamente no.

Potremmo dire che grazie ad uno studio attento e vigile ha ridisegnato la sua identità professionale, costruito solide basi per il suo progetto lavorativo tanto da essere notata non come una dipendente che esegue ma come una consulente.

Oppure penso a Valentina…

La storia di Valentina

Anche lei allieva della combo JobHero Academy + Master MiVedoManager bloccata nel lavoro a causa dell’emergenza. L’azienda per la quale lavora produce tessuti di lusso per case di moda abbastanza importanti e li mostrano in fiere, Convention ed esposizioni proprio perché serve il contatto diretto col cliente che tocca, valuta e sceglie con mano il tipo di tessuto che desidera.

Valentina ha studiato le criticità del suo settore e al posto di rimanere con le mani in mano e rischiare di perdere la sua occupabilità ha avanzato la sua proposta per generare valore e portare soluzioni. Ha proposto così ai titolari di creare dei video con ingrandimenti e “maneggiamento” del tessuto: prove di lavaggio, inquadrature con tessuto ad esempio bagnato, prove di strofinamento su altre superfici, esposizione al sole o altre luce per vederne i riflessi o gli eventuali effetti.

Insomma Valentina si è messa in gioco, non si è limitata semplicemente a proporre ma anche ad agire investendo tempo ed energie nel portare ai titolari qualcosa di concreto da vedere e non semplicemente un’idea.


L’idea in sé spesso può essere fraintesa o interpretata a modo proprio mentre il portare una esecuzione pratica permette di accrescere le proprie chance mitigando il rischio di interpretazione fallace.

Valentina non si è limitata ai video, ha anche pensato ad un “Pacco Wow” con campionario (all’antica) di tessuti da inviare ai titolari prima e ai clienti poi, allegando una lettera cartacea per suscitare empatia, prossimità e maggior valore con una chiavetta con Video Reportage dei tessuti accuratamente numerati.

Sapete cosa è accaduto? Valentina in un momento di crisi seguendo il Metodo P.A.P.I. è riuscita ad emergere, a comunicare e dimostrare il suo valore e ad ottenere un aumento delle provvigioni guadagnate per ogni referenza più un ingente bonus.

Ha anche siglato un accordo con i titolari per un aumento permanente della sua RAL ed un nuovo JobTitle all’altezza delle sue capacità.

L’unica soluzione per capire il problema è uscire dal problema, guardarlo dall’esterno in modo distaccato e subito dopo rientrarci nuovamente con mente fresca.

4) INVESTIMENTO

Concludiamo il Metodo P.A.P.I. di grande utilità ed attualità per affrontare l’emergenza e riqualificare il tuo progetto professionale per non perdere il lavoro oppure ottenerne uno migliore con l’ultimo punto: Investimento.

Non vi è metodo valido che non abbia una messa a terra pratica che generi un investimento di tempo, energie, risorse a fondo perduto per il raggiungimento del proprio traguardo.

Investire vuol dire: attuare la tua proposta in modo tale da avere una execution immediata che possa dimostrare, argomentare e spiegare con i fatti le tue competenze, capacità e valore aggiunto che TU e solo TU sei in grado di generare per il selezionatore e datore di lavoro.

Si investe per ricevere una ricompensa, per avere un rendimento e nel nostro ciò che potenzialmente puoi ottenere dipende da te: un nuovo lavoro, una promozione, un progetto nuovo di pacca, nuove responsabilità, più tempo etc. etc.

La parte relativa alla proposta è stata originale, creativa, stimolante. Una specie di brainstorming a porte chiuse tra te e il tuo cervello.

Ma adesso ci vuole la ricaduta pratica. Ed è qui che il 95% delle persone si blocca. Non te lo dovrei dire perché il dato potrebbe finire per bloccarti ma sono fatto così, sono estremamente diretto e trasparente e ti voglio spronare a vedere il numero come una BARRIERA ALL’INGRESSO per tutti quei candidati o professionisti che si bloccano intimoriti dal mettere in pratica e combattere per la propria proposta.

Tu devi essere conscio che far parte del 5% ti apre le porte per competere all’interno di un vero Oceano Blu e quindi accrescere le tue probabilità di ottenere ciò per cui siamo qui.

Quindi non mollare e impegnati a completare il tuo investimento dando il giusto peso alla tua proposta affinché possa prima sbocciare, poi attecchire in modo adeguato.

Per ottimizzare il tuo Investimento:

  • Impara a definire degli obiettivi. Una persona priva di obiettivi compie azioni fini a se stesse. Lavora su obiettivi di cambiamento minimo, in questo modo darai avvio ad un processo di cambiamento.
  • Individua tutti i tentativi di soluzione possibili. Fai una lista delle possibili soluzioni al problema e valuta per ognuna i pro e i contro. Un buon piano di realizzazione comprende gli obiettivi, le fasi per raggiungerli e i tempi di realizzazione.
  • Definisci delle strategie e mettile in pratica. La strategia rappresenta una guida per costruire tattiche specifiche. Essa non è immutabile ma si ri-aggiusta progressivamente. La strategia si cambia se non dà risultati.

Bene, hai molto su cui riflettere quindi ti lascio a meditare con una storia che non so se conosci: L’Asino di Buridano.

L’hai mai sentita? Io l’ho sentita a pranzo con un Direttore (da +150k anno) che stimo come un mentore col quale una volta al mese ci vediamo per pungolarci la mente.

Durante i nostri incontri, che siano pranzi o partite a scacchi, ci stimoliamo reciprocamente su specifici topic così da tenere la mente allenata.

A questo giro toccava a me prendere parola così l’ho sorpreso con questa apparentemente semplice domanda carica di spunti che voglio riportare:

“Riccardo, quale consiglio daresti al “Riccardo trentenne?».

Riccardo: «Non fare come l’asino».

Io: «Cosa intendi dire?».

Riccardo: «Be’, io incontro un sacco di trentenni che cercano di andare in tante direzioni diverse allo stesso tempo, senza però avanzare in nessuna, giusto? Si sentono frustrati, perché il mondo li costringe a scegliere una cosa soltanto, mentre loro vorrebbero farle tutte: “Perché devo scegliere? Non so quale scegliere!”. Ma il problema è che se pensi solo a breve termine, allora [ti comporti come] se non facendole tutte in questa settimana, non le realizzerai mai. La soluzione è pensare a lungo termine. Rendersi conto che puoi fare una di queste cose per qualche anno, poi un’altra per qualche anno ancora, poi un’altra e così via. Probabilmente conosci già questa storia, mi pare si chiami L’asino di Buridano.

Io: «L’asino di Buridano».

Riccardo: «Si precisamente. Parla appunto di un asino fermo in mezzo tra un mucchio di biada e un secchio d’acqua. Continua a guardare la biada a sinistra, e l’acqua a destra, cercando di decidersi. Biada o acqua, biada o acqua? Non riesce a scegliere, e così alla fine si accascia a terra e muore di fame e di sete. Un asino non sa pensare al futuro. Perché altrimenti si renderebbe conto che può chiaramente bere prima l’acqua e poi andare a mangiare la biada. Quindi, il mio consiglio per il Riccardo trentenne è di non fare come l’asino. Puoi fare tutto quello che vuoi. Ti servono solo lungimiranza, pazienza ed un metodo efficace»

Io: «Magnifico non l’avrei potuto dire meglio».

Bene, spero di cuore che questo articolo ti sia stato utile e che ti abbia avvicinato un po’ di più al tuo obiettivo di vivere la vita professionale a cui ambisci e che sono certo tu meriti.

Mi piacerebbe tantissimo conoscere la tua opinione, sapere se ti è piaciuto, se lo hai trovato utile, se inizierai presto ad utilizzare il Metodo P.A.P.I. 

Potresti lasciarmi una recensione qui sotto, mettere un like e condividere questo articolo e consigliare il mio sito.

Per me significherebbe davvero molto. Grazie di cuore! 

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Ogni giorno mi impegnerò a rendere più facile e affascinante il viaggio che trasformerà le tue esperienze, competenze e talenti in un lavoro arricchente di cui tu potrai andare fiero.

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6 commenti su “Il metodo definitivo per non perdere il lavoro ed ottenerne uno migliore.”

  1. Edoardo Vittori ha detto:

    Articolo estremamente interessante che riprende molte delle tematiche presenti nell’Academy. Grazie!

  2. Francesco Lagravinese ha detto:

    Condivido assolutamente quanto scritto da Guglielmo e lo ringrazio per la citazione.
    A mio avviso il focus rimane su ciò che lui ripete come un disco rotto ed è importante che ognuno di noi ci rifletta:
    CAPITALIZZARE TUTTE LE NOSTRE COMPETENZE
    Analizzare tutto ciò che abbiamo appreso nelle nostre esperienze professionali e metterle a frutto in maniera propositiva nella nuova attività lavorativa.
    Buona Academy a tutti e come mi piace sempre dire : AVANTI TUTTA!!!

  3. Rubie Acevedo ha detto:

    Ciao Guglielmo, ho letto l’articolo tutto di un fiato, prendendo appunti e sentendomi sicuramente meglio. Ho capito di non essere da sola e di poter sfruttare le mie conoscenze e competenze al meglio. Non vedo l’ora di sentirti al telefono per la consulenza conoscitiva.
    Grazie per essere uno di noi e con noi.
    Rubie

  4. Daniela ha detto:

    Ciao Guglielmo, ho trovato questo articolo veramente esaustivo nel farci comprendere il giusto approccio per poter mettere in pratica ed esercitare parecchie competenze trasversali che tu citi sempre (capacità di analisi, pensiero critico e problem solving) e che possono aprirci delle porte. Va letto e riletto tante volte per metabolizzarlo (come dici sempre tu) e farne nostri i concetti chiave. Lo terrò sempre a mente come vademecum!!! É una perla preziosa!!!

  5. stefania ha detto:

    Ho letto l’articolo e sicuramente lo rileggeró ancora perché é così pieno di contenuti interessanti che potrò coglierne i dettagli solamente risosservandoli più e più volte. Mentre leggevo mi veniva già in mente come poter attuare le strategie descritte al mio caso specifico. Si nota la competenza e l’esperienza dell’autore, i miei complimenti

  6. Claudia ha detto:

    Ciao Guglielmo,
    ho letto l’articolo che hai scritto e la trovo veramente ben strutturato e di molta utilità!
    Consigio a tutti di leggerlo e di RI-leggerlo per intero, senza farsi spaventare o bloccare dalla lunghezza.

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