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Non stava piovendo quando Noè costruì l’Arca…

Oggi parliamo di mindset per crescere professionalmente. 

Perché non parlo del solito cv, della lunghezza del cv,  del “le faremo sapere”?

Perché di questi argomenti e contenuti superficiali è pieno il mondo e li puoi trovare da tutte le parti.

Come vedi parlo tanto del mindset, della mentalità efficace che bisogna avere per cambiare lavoro, trovare lavoro, fare carriera etc.

Una mentalità nuova e rinnovata serve infatti non soltanto nel mercato del lavoro ma nella vita a 360 gradi.

Ciò che ti serve davvero è soffermarti su ciò che conta realmente e quindi affrontare tematiche nuove da nuove prospettive altrimenti non saresti qui.

Corretto?

Bene, la pensiamo allo stesso modo così voglio subito catapultarti all’interno di questo articolo-lezione che ho deciso provocatoriamente di chiamare “Non stava piovendo quando Noè costruì l’Arca” per farti subito capire l’importanza di essere preparati in anticipo.

Quando tutti gli altri continuano a fare quello che sempre hanno fatto non preoccupandosi del disastro imminente tu invece sarei previdentemente pronto.

Allora parliamo di un argomento davvero importante, sei pronto?

Prepararsi in anticipo.

Partiamo dal principio del ragionamento così da seguire un filo logico coerente sin dall’inizio per tutti.

Diversi anni fa, prima che decidessi di lanciare il progetto JobHero, durante una riunione ristretta con i vertici dell’azienda per la quale allora lavoravo durante la condivisione di alcuni dati si era finiti per trovarsi in stallo.

Si erano create due fazioni come spesso accade:

gli interventisti e gli attendisti.

I primi erano a favore di un intervento che permettesse all’azienda di anticipare un probabile trend generando maggior fiducia nel consumatore e creando un nuovo stream di revenue mentre i secondi, gli attendisti, avevano il timore che l’investimento di tempo, energie, risorse economiche ed umane non fosse ancora giustificato e che i tempi non fossero ancora maturi per intraprendere un’azione di tale natura e complessità potenzialmente a fondo perduto perché ritenuta incerta.

Bene, quante volte ti sarà capitato di vivere una situazione del genere?

Da che parte ti sareste trovati? Interventisti o attendisti?

Interventisti VS Attendisti

Bene, io per natura non apparterrei a nessuna delle due correnti MA in 10 anni di esperienza come imprenditore, consulente, dipendente, coach e manager posso dirti che attendere non paga mai e che scegliere di non scegliere e di aspettare che la responsabilità finisca tra le mani di qualcun altro non ti salverà.

Col tempo, con maggiori esperienze e confronto costruttivo ho capito che quanto differenza professionisti mediocri dai veri Manager e Leader illuminati è ponderare il rischio assumendosi la responsabilità dell’azione.

Così eccomi a far parte del primo gruppo: chi fa azione ed interviene prendendo una scelta anticipando il mercato senza inseguirlo.

Il mondo del lavoro lo potremmo dividere in due categorie:

“Chi previene” e “Chi cura” ed io da anni, da quando è cambiata in meglio la mia vita professionale e personale, ho deciso di essere tra i primi.

La frase rivelatrice

E sai cosa mi ha fatto aprire gli occhi durante quella fatidica riunione come se fossi stato improvvisamente folgorato sulla via di Damasco?

Una frase che un Manager di lungo corso pronuncio in modo solenne davanti alla Presidenza e a tutto il Top Management:

“Non stava piovendo quando Noè costruì l’Arca”

Beh, questa frase mi colpì a tal punto che decisi di farlo diventare uno dei miei mantra.

Anche tu hai una frase del genere che ti è deflagrata nella mente inaspettata e improvvisamente ti ha scosso facendoti agire?

Una frase che ti ha come smosso da uno stato di dormienza nel quale ti trovavi in preda alla cosiddetta sindrome della Bella Addormentata?

Se ci pensi sono sicuro sarà capitato anche a te. Molti miei allievi sono stati raggiunti da uno scossone che gli ha fatto fare azione investendo nella loro crescita professionale con uno dei miei CORSI.

E’ pazzesco come una semplice frase detta nel giusto contesto possa creare dei condizionamenti positivi talmente dirompenti da distruggere immediatamente tutta una serie di false credenze e miti bloccanti che ci portiamo dietro inconsapevolmente a livello inconscio da tutta la vita.

In quella frazione di secondo era scoppiata una bomba nella mia testa e aveva fatto tabula rasa di tutti quei pensieri fallaci che pensavo mi avrebbero salvato professionalmente parlando facendomi fare una carriera brillante (spiego come sono riuscito grazie al mio metodo scientifico all’interno del percorso formativo MiVedoManager).

Frasi fatte da eliminare per crescere

Vuoi alcuni esempi? Eccoli:

“Qui si è sempre fatto così”

“La Presidenza non accetterà mai”

“Non te lo permetteranno perché non capiranno”

“Chi sono io per avanzare una proposta per anticipare un trend che potrebbe essere una miniera d’oro per la nostra azienda? Meglio lasciar parlare chi è più esperto di me”

“Non ho l’autorità per dire la mia”

oppure

“Non ho l’età anagrafica né di servizio per dire la mia”

o ancora

“Non ho le competenze per dire la mia”

Insomma le scuse fioccano nella mente quando potremmo (o meglio dovremmo) prendere una decisione in fretta e decidere di prendere parola, di fare azione ed intervenire e invece non lo facciamo per tutta una serie di timori e paure su un futuro incerto che ci blocca e ci spaventa.

I pensieri potrebbero essere questi e molti altri. Ognuno ha decisamente i propri.

I tuoi quali sono? Abbi il coraggio di metterli nero su bianco, in questo modo comincerai a riconoscerli ed esorcizzarli.

Molti attendisti sono di fatto dei procrastinatori seriali che amano aspettare. Vivono la loro vita come in sala d’attesa perché lì pensano di essere al sicuro. Vivono la vita come in trincea nelle retrovie perché credono che lì il “rischio” non arrivi.

Sono gli stessi però che vorrebbero una gratificazione sociale istantanea ma non hanno il coraggio di osare.

Ahimè non funziona così, parlo per esperienza.

Ci sono dei momenti in cui bisogna essere preparati per saltare sul treno in corsa perché quel treno potrebbe non passare più in una vita intera ed è allora che dovete essere perfettamente allenati a riconoscere l’opportunità e a coglierla.

Gli attendisti non saprebbero riconoscere l’opportunità della vita neanche se l’avessero servita su un piatto d’argento oppure potrebbero volontariamente non coglierla per una mancanza totale di preparazione.

Noè di certo non ha procrastinato, non ha aspettato che infuriasse il diluvio universale prima di cominciare a piantare il primo chiodo radunando a coppie gli animali e salvandoli dall’estinzione.

Perché ha deciso di prepararsi al peggio?

Perché si è fidato della sua fede.

Non ti chiedo ovviamente di affidarti ad una qualche religione anche se fin troppi candidati fanno il cosiddetto “Apply and Pray” cioè si candidano ad una posizione e pregano che una qualche divinità possa sceglierli facendogli ottenere il lavoro…

Ciò che ti invito a fare è fidarti di te stesso, delle tue capacità e competenze così da rimanere sempre il tuo protagonista della tua vita.

Gli interventisti lo sono perché si preparano ad esserlo.

Gli attendisti invece si deresponsabilizzano e attendono che un cambiamento li “investa”.

Noè era un interventista.

Tu? Sei come Noè?

La scelta più facile da prendere è la peggiore

Ovviamente nel mondo del lavoro la scelta più facile da prendere e la meno rischiosa appare essere di primo acchito quella degli attendisti e se farete parte della prima fazione potreste essere tacciati come imprudenti e avventato.

Interventista, badate bene, non vuol dire proporre a sproposito né tanto meno agire senza una strategia, un piano d’azione pratico e i numeri alla mano che argomentino, spieghino e dimostrino la vostra posizione.

Interventista vuol dire essere preparato al confronto con gli altri.

Ecco perché è fondamentale nel mercato del lavoro di oggi sempre più competitivo tanto per chi ha un lavoro e vuole cambiarlo o per chi ne cerca uno o ancora per chi vuole fare carriera e diventare manager sforzarsi di lavorare su noi stessi, lavorare sull’influenzare gli altri nelle scelte che faranno, magari nell’assumerci, nel farci crescere etc. 

E’ ovvio che oggi il candidato medio così come il professionista medio vuole ottenere il massimo col minimo sforzo.

Vuole portare a casa i frutti ma non ha l’ardire di arare e seminare prima.

Quindi c’è questa grande dicotomia di voler ottenere tutto e subito e dall’altra parte dover lavorare per ottenere qualcosa di diverso.

Sappiamo che dobbiamo lavorare, che dobbiamo sforzarci, che dobbiamo prepararci adeguatamente e proprio allora, in quel preciso momento, che cominciamo ad avere come una fitta al petto e piuttosto che ragionare con lucidità ci affidiamo al cercare immotivatamente una ricompensa emotiva a brevissimo termine e scatta la nostra voce interiore che urla:

“Porca miseria, vorrei ottenere tutto e subito. Ma chi me lo fa fare di rischiare di perdere tempo a studiare il linguaggio dei selezionatori per essere contattato. Tanto se mi devono contattare mi contattano altrimenti andrà come andrà”

O ancora:

“Perché lo devo fare, perché mi devo preparare, perché devo essere così previdente, perché devo anticipare quella che potrebbe essere una possibilità peregrina, magari lontana?“

E proprio qui che casca l’asino.

Negli anni da Career Coach (durante le Consulenze Strategiche che puoi richiedermi anche tu compilando questo FORM) ho assistito a fin troppi candidati e professionisti potenzialmente brillanti che gettavano la spugna rimanendo nel loro piccolo “orticello di sicurezza” continuando a fare ciò che avevano sempre fatto attuando sempre le stesse “strategie” per cercare lavoro o per fare carriera per finire per ottenere un pugno di mosche.

Nella “migliore” delle situazioni finivano per cercare di correre ai ripari in corner contattandomi all’ultimo momento in cerca di aiuto per l’invio del curriculum proprio per quella posizione aperta PERFETTA per loro.

Il mondo è fatto al 99% di candidati e professionisti che mi agiscono all’ultimo istante quando già ha cominciato a piovere (per rimanere in tema biblico) scrivendomi email del genere:

“Ciao Guglielmo, ti chiedo di valutare il mio CV ed impostare la parte sulle skills perché oggi è l’ultimo giorno per candidarmi per una posizione che mi interessa moltissimo, fatta apposta per me e stavo rifacendo il cv…”

Non funziona così, rendiamocene conto.

Affidiamoci ai detti popolari: “La gatta frettolosa fece i gattini ciechi”.

Il treno sta passando e tu sei già in ritardo

Credetemi se vi dico che è troppo tardi. Il treno sta passando e voi siete in ritardo.

Nella vita esistono delle scorciatoie?

Certamente si e vi dirò che le ho usate sistematicamente anche io sopratutto per fare carriera, ottenere il successo che volevo diventando owner di progetti che mi interessavano realmente come spiego all’interno del mio Master MiVedoManager grazie anche alle tecniche di Job Crafting MA ci sono circostanze specifiche che richiedono tempo e ripeto una strategia ed un piano d’azione pratico basato su un Metodo che ti aiuti a non perdere tempo intervenendo con intelligenza.

E’ ciò che insegno da anni ai miei allievi all’interno dei miei programmi formativi (li trovi riassunti qui: CORSI)

Chi è preparato per tempo riesce ad agire e ad intercettare quelle che sono le esigenze del mercato del lavoro, dei propri colleghi, dei capi, dei responsabili di funzione ponendosi in una situazione di vantaggio, potendo ponderare i pro e i contro, valutando in modo idoneo senza dover correre al cardio palma. 

Chi invece non è preparato chiaramente soccombe ed il mercato del lavoro è sempre più la prova lampante che non premia gli improvvisati.

Non c’è più posto per chi dà per scontato che un datore di lavoro si trovi con facilità comodamente cliccando sui soliti portali di ricerca senza l’adeguata preparazione.

Ricorda il motto dei Boy scout, la sanno lunga loro!

“Guglielmo, io cerco di prepararmi ma finisce sempre che mi aspetto la gratificazione immediata di cui mi parli, perché?” 

Beh, non sei il solo. Sei di sicuro in ottima compagnia.

Il 99% delle persone (non soltanto di candidati e professionisti) vivono la propria vita lavorativa come se tutto fosse dovuto perché hanno fatto precedentemente quello che gli è stato insegnato dalla società:

vai a scuola, vai all’università, superala con voti brillanti, impara bene l’inglese ed otterrai il lavoro che vuoi.

Questi sacrifici appaiono da sempre come la preparazione ottimale per vivere una vita di successo. 

Ahimè non è così questo genere di preparazione non vi rende immuni dal diluvio che si potrebbe scatenare.

La ricetta per l’insuccesso perfetto

Vi dirò di più.. questo genere di preparazione vi illude di essere sufficientemente preparati quando invece la vita è fatta di ben altri sacrifici e investimenti da fare dopo essere usciti dal tracciato di mediocrità intrapreso da tutti. 

Non sempre ci viene insegnato e spiegato, non sempre ci viene detto, ci viene raccontato tutto quello che c’è dietro le quinte. 

Ecco perché ho fermamente voluto creare il progetto JobHero e la mia community gratuita (puoi iscriverti QUI se non l’avessi già fatto) avendo in mente la mission di aiutare e supportare le persone ad esprimere il proprio potenziale e talento trovando la felicità grazie al lavoro che meritano in un percorso di miglioramento professionale costante.

Ok, torniamo all’Arca di Noè.

Il primo segreto: ANTICIPARE

Ovviamente non è stata costruita quando era già in atto il diluvio universale. Sarebbe stato totalmente illogico e completamente irrazionale. 

La maggior parte però delle persone (e magari alcuni di voi) interagisce con il problema nel momento in cui il problema si è manifestato ed è già talmente in fase acuta da dover correre ai ripari.

Cioè io non anticipo la possibile problematica, io l’affronto nel momento in cui il problema sorge o addirittura quando il bubbone è esploso. 

Ma è una follia! Siete d’accordo che questa sia una follia?  

Siete d’accordo con me che bisogna anticipare, prevenire, piuttosto che poi curare? 

Questo è il primo segreto che voglio condividere con voi per essere sempre preparati: ANTICIPARE.

Curare molto spesso è più difficile, più dispendioso e potrebbe anche essere inefficace perché potreste agire tardi avendo già superata la soglia “salva vita” oppure potreste intervenire in ritardo senza la preparazione accurata e quindi suscitare problematiche in più o ancora generare strascichi e ripercussioni difficili da cicatrizzare.

Troppo spesso ho visto candidati e professionisti trovarsi nella posizione di dover prendere una decisione una volta messi totalmente alle strette così totalmente impreparati hanno dovuto accontentarsi di quel lavoro, di quel ruolo, di quell’azienda perché era l’unica scelta o la scelta più comoda.

Per non dire di quanti allievi ho dovuto salvare e rimettere in pista ridisegnando la loro identità professionale insegnando loro a costruire un solido progetto professionale poiché venivano da esperienze talmente diverse, frastagliate e saltuarie da avere un curriculum che più che ad una storia lineare appariva come il groviera.

Esiste la soluzione a tutto questo? Ovviamente si.

(Clicca qui e scopri i CORSI)

Se non fossi ancora sicuro su quale corso faccia al caso tuo ti consiglio di fissare una Consulenza Strategica Gratuita con me compilando il seguente form: https://guglielmodragotta.it/consulenza-conoscitiva/

NOTA BENE: Ti ricordo anche che per le consulenze così come per accedere ai miei corsi privati c’è un numero di posti limitato, quindi chi prima arriva meglio alloggia.

Beh, in un post su interventisti e attendisti direi che devi necessariamente agire altrimenti interrompi di leggere, perché vorrebbe dire che non sei ancora pronto a cambiare prospettiva e vita professionale.

Se vuoi proseguire nella lettura e scoprire gli altri segreti?

“Guglielmo, certo, ovviamente! Non sarei qui altrimenti!”

Magnifico, non vedevo l’ora di sentirtelo dire. Proseguiamo con questo articolo formativo che già mentre lo leggete ti sta cambiando.

Chi soccombe nel mercato del lavoro?

“Guglielmo, allora in questo caso nel mercato del lavoro, in che modo si soccombe?”

Soccombono i candidati e i professionisti che credono di sapere e di aver capito tutto sull’arena del mercato del lavoro ma che nei fatti dimostrano poi di non aver compreso nulla.

E’ fondamentale caprine il linguaggio e le regole del gioco da un insider.

Chi soccombe è chi non ha un piano B né un piano C.

Senza parlare che un buon 90% non ha addirittura neanche un piano A chiaro né tanto meno segue un metodo scientifico e consolidato per cercare un lavoro, per cambiarlo o per fare carriera e diventare un vero leader.

In molti, più di quanto possiate pensare si muovono come meduse all’interno del mercato del lavoro o dell’azienda sperando nella bontà di qualcuno, come se la frase che movesse all’azione fosse quella di dire:

“Va beh a tuo buon cuore, fai tu, se mi vuoi assumere o mi vuoi promuovere te ne sarei grato” 

Molti candidati che non hanno alcun tipo di preparazione adeguata e che credono che le sole nozioni online gratuite siano bastevoli si approcciano con atteggiamenti che potremmo riassumere così:

“Io ho queste competenze, questo è il mio curriculum, al suo buon cuore, magari mi porta avanti nella selezione, magari mi offre un lavoro”. 

Offrire… offerta… non è un’offerta!

Noi dobbiamo prendere quello che veramente ci serve, dobbiamo agire avendo un piano A, un piano B, un piano C, un piano D, pianificando, programmando, preparandoci adeguatamente a tutto quello che potrebbe accadere, sia che stiamo lavorando, sia che non stiamo lavorando, sia che vogliamo fare carriera nell’azienda dove siamo, che vogliamo farla da qualche altra parte, sia che vogliamo cambiare vita e lanciarci in un progetto nostro imprenditoriale, personale e quant’altro. 

Il piano, l’azione, la preparazione dove la mettiamo? 

Noè ha costruito l’Arca nel tempo. Non certo con uno schiocco di dita.

Si è trattato di un progetto fatto di passaggi e step intermedi.

Io con i miei allievi parlo spesso di costruire un progetto professionale, ci hai fatto caso?

“Guglielmo, ma perché non mi parli di come si redige un cv e la facciamo finita?”

Te lo spiego immediatamente:

Avrei potuto liquidarti in poche righe dicendoti quello che avresti voluto sentirti dire sul cv ed il colloquio e ti avrei accontentato se non fosse che quel tipo di informazioni non ti sarebbero servite completamente a nulla, perché non è quella la panacea di tutti i mali.

A Noè era arrivata la dritta? 

Sicuramente gli era arrivata la dritta da colui che sta più in alto di noi, però allo stesso tempo IO sono qua per darti delle dritte e se ti dico che OGGI l’improvvisazione non paga devi fidarti e prepararti adeguatamente.

Il costo dell’improvvisazione

Il costo dell’improvvisazione è altissimo e se qui sai di cosa parlo perché potresti già aver pagato lo scotto o potresti trovarti adesso a subirne il costo. del continuare a fare quello che sempre hai fatto.

E poi sai cosa accade?

Passano i giorni, passano i mesi e molti tornano da me dicendomi:

“Sai Guglielmo che sei mesi fa ti avevo contattato e ad oggi non è cambiato nulla?”

Così mi dispiaccio davvero e domando:

“Ma da quando mi hai scritto e ti ho consigliato di seguire il mio metodo investendo in uno dei miei percorsi cosa hai fatto? Hai investito? Ti sei preparato? Hai cambiato azione e mentalità? Hai fatto qualcosa di diverso rispetto a prima o hai continuato a fare quello che facevi e speravi soltanto che arrivasse come con la bacchetta magica un risultato diverso…

Conosci già la risposta ma te la voglio riassumere comunque perché il messaggio deve essere lapalissiano:

“No Guglielmo, avevo pensato di potercela fare da solo, di aspettare tempi migliori ma poi non è cambiato nulla. Hai ancora un ultimo posto nel tuo percorso di formazione? Posso farne parte?”

A quel punto rimango basito e mi sale quella voglia sfrenata di dire:

“Te l’avevo detto”

Se hai una problematica di salute e continui a mettere su peso perché mangi senza ritegno senza seguire un ferreo regime alimentare e senza un programma di allenamento specifico e personalizzato quale potrà mai essere il risultato?

E’ chiaro che non dimagrirai.

Questo vale anche nel mondo delle aziende. Non si tratta di un mondo diverso, lontano, distinto da tutto il resto. Ecco perché bisogna fare azione comprendendo lo stato di salute del tuo profilo professionale.

Qual è il tuo tasso di occupabilità nel mercato del lavoro?

Uno dei fondamenti dell’essere preparati è capire quanto sei occupabile sul mercato, quanto si stiano erodendo quelle competenze, quelle abilità che magari hai con tanto sacrificio portato a casa e che adesso non metti più in pratica per mancanza di un lavoro allineato o per un ruolo non centrato rispetto alle tue potenzialità.

Le competenze tecniche così come quelle trasversali puoi immaginarle come un muscolo, tanto più le usi tanto meglio rispondi agli stimoli e performi tanto meno le adopererai tanto più si atrofizzeranno ed il tuo “valore” sul mercato scenderà facendo cadere in picchiata il valore percepito all’esterno del vostro progetto professionale.

Chiediti ad esempio:

Quali competenze tecniche e trasversali senti di non adoperare come vorresti? 

Si stanno erodendo? 

Stai perdendo colpi? 

Sei ancora interessanti per il mercato del lavoro, per le richieste che ti fanno i datori di lavoro oppure no? 

E se così fosse, perché? 

Perché non stai tenendo il passo, perché non stai continuando a prepararti?

Perché hai tirato i remi in barca e non stai più investendo su te stesso?

Quindi la domanda è:

“Perché hai smesso di prepararti?”

Essere preparati è l’unica opzione possibile

Per sostenere un esame a Scuola o all’Università si studiava prendendo anche costose ripetizioni private e adesso per vivere una vita professionale di successo hai smesso di prepararti adeguatamente con un professionista.

Per sostenere un esame di Stato frequenti un corso di perfezionamento da migliaia di euro per poi ritrovarti ad aver ottenuto quel tanto agognato attestato e a non trovare lavoro.

Oppure pensa a quando per passare l’esame di guida per la patente hai sostenuto molteplici ore di guida e adesso per fare carriera dai per scontato che non sia necessario uno specifico “allenamento” teorico-pratico con simulazioni ad hoc che ti permettano di essere la migliore versione di te stesso.

Perché se sai che si sta abbattendo su di voi una catastrofe, come quella di un contratto di lavoro che è in scadenza, un contratto di lavoro che non verrà rinnovato o magari sei rimasto a casa dall’azienda che non ti ha rinnovato con tua grande sorpresa non ti attrezzi per tempo facendo azione, intervenendo PRIMA e non DOPO quando tutto prende una piega più difficile?

L’unica opzione che vedo e che insegno ai miei allievi motivati da voler vincere a questo “gioco” è di costruire la tua Arca affinché possa portarti verso un cambiamento professionale più roseo ed un futuro più felice per te e la tua famiglia.

Sei d’accordo con me?

Allora perché non cominci adesso? 

Scusami per le domande sfacciate e dirette ma sarebbe inutile affrontare un percorso di trasformazione e crescita se non ti stimolassi a dovere con domande di qualità sfidanti e talvolta scomode.

L’Arca va costruita prima del diluvio, non dopo, ricordalo sempre.

Dopo è difficile correre ai ripari, è difficile salvare quello che vorremmo. 

Magari salviamo il salvabile, ma non salviamo quello che veramente vorremmo ed è una follia, è una contraddizione, è irrazionale fare una roba del genere.

Le aziende possono non essere preparate e sbagliano, tu non puoi permetterlo

Ci sono aziende che non prevengono e non investono in anticipo per ridurre i costi, per non fare degli investimenti che potrebbero essere considerati a fondo perduto e non generare un ROI adeguato.

Ci sono aziende che pur conoscendo il rischio cercano in qualche modo di arginarlo, di mitigarlo e piuttosto preferiscono investire poi, se capitasse dopo, piuttosto che prima. 

Però badiamo bene, questo accade nelle aziende, nelle multinazionali in contesti dove magari si fatturano centinaia di milioni di euro o addirittura miliardi. 

Ma tu, che hai una sola vita ed hai magari una sola entrata economica in famiglia, perché posticipi?

Ricorda di anticipare sempre e di giocare d’attacco anche se talvola l’investimento da fare è significativo bisogna essere preparati e pronti perché quando meno te lo aspetti una porta potrebbe palesarsi e tu devi avere tutta la “cassetta degli attrezzi” al completo per vincere e vivere la vita professionale che hai sempre desiderato.

Il motto dei boy scouts da più di 100 anni è proprio questo “Sii preparato!”.

Bisogna essere preparati, bisogna fare in modo di avere una preparazione talmente adeguata che qualsiasi esperienza della tua vita ti ha arricchito, ti ha dato qualcosa in più, ti ha fatto imparare delle lezioni tanto importanti da essere nella condizione di non dovere risolvere il problema quando è troppo tardi, ma di anticiparlo. 

E’ come una partita a scacchi: più conosci la scacchiera, più conosci nuove mosse, più conosci come pensa l’avversario e più riuscirai ad anticipare le sue mosse, più riuscirai a vincere più partite in minor tempo.

Quindi dobbiamo incominciare a ragionare proprio sulla pianificazione, sulla programmazione, sul fatto che la gratificazione istantanea non porta a nulla.

Io ho tanti colleghi che hanno fatto la frittata perché pensavano sempre che non sarebbe mai capitato loro di rimanere a casa.

Forse è stato il Caso, la Sfortuna o il Destino forse? Non importa, sta di fatto che capita e non possiamo sempre pensare che capiti agli altri e a noi mai.

E come si sono premuniti per non rimanere a casa? In nessun modo. 

Non hanno coltivato il loro Fattore Critico di Successo.

Hanno del tutto sottovalutato il proprio Personal Branding.

Si sono forse resi occupabili sul mercato garantendosi una Exit Strategy?

Certamente no e non hanno neanche curato il proprio Posizionamento Strategico.

Non hanno investito sulla loro formazione e neppure costruito dei piani d’azione affinché gli altri decision maker in azienda o clienti interni/esterni capissero quanto fossero realmente credibili, competenti né quanto fossero dei professionisti affermati o quanto potessero dire la loro su uno specifico ambito ed argomento.

Non hanno investito sul comunicare e FAR SAPERE agli altri quali fossero le loro competenze, i loro talenti, le loro abilità e per questo motivo hanno perso tutto.

Gli “sdraiati” sono tra noi

Tu penserai che questo è l’ABC e che chiunque è in grado di fare tutto questo per garantirsi un futuro professionale senza dall’oggi al domani essere buttati fuori senza ottenere alcun tipo di vantaggio e di risultato.

Invece non è così.

Circa l’80% di chi lavora agisce pienamente in preda alla routine, alle abitudini poco utili che rendono improduttivi e passivi.

Non hanno  neppure potuto trattare, negoziare all’interno dell’azienda né tanto meno al di fuori perché si erano “sdraiati” sugli allori, pensavano “tanto non capiterà a me” e poi quando capita è troppo tardi. 

Allora vedi che ho fatto bene a far diventare mia come un mantra la frase:

“Non stava piovendo quando Noè costruì l’Arca”

Falla tua e commenta questo articolo riportando la medesima frase con le tue considerazioni… ma fallo solo se ci credi davvero altrimenti non funzionerà.

Il secondo segreto: CRESCERE SEMPRE

Il secondo segreto che voglio condividere con te è CRESCERE SEMPRE.

Non c’è miglior strategia per essere sempre preparati nel fare azione da bravo interventista e crescere, crescere sempre.

Devi stimolare la tua crescita come fossi la pianta di fagioli della racconto popolare inglese “Jack e il fagiolo magico”.

Hai presente?  

Molto bene, visualizza il tuo percorso di crescita, nutriti e fai in modo di superare costantemente i tuoi confini.

Ciò che conosci oggi deve essere meno di ciò che conoscerai domani perché vorrà dire che sei cresciuti.

Fin troppi candidati e professionisti commettono l’errore di non crescere. Il tempo passa ma loro non si evolvono, non si adattano, non migliorano.

Rimangono immutabili.

Persino le rocce mutano a causa dell’erosione del vento e degli agenti atmosferici nonostante siano inanimati e subiscano passivamente.

Eppure l’80% delle persone vive ma non cresce. Praticamente vegeta. E nel mercato del lavoro non si può essere una sorta di soprammobile inerte.

Spesso parlo con persone che ho sentito 6 mei prima, sette mesi prima, un anno prima, due anni prima e allora chiedo: 

“Cosa mi racconti?”

Sai cosa accade? In media la risposta tipo potrei ormai prevederla con certezza quasi assoluta:

“Mah, sai… la solita vita… sempre di corsa, non ho mai tempo”

Le persone, i candidati, i professionisti appaiono come dei fossili, non sono preparati, non hanno un piano per crescere, non sono stati in grado di evolversi.

Sono rimasti dei monoliti bloccati a quello che facevano 6-7 mesi prima, un anno o due anni prima.

E chiaramente non hanno nulla da raccontare perché hanno bruciato tempo, tempo che non tornerà mai più. 

Io invece che ho fatto della preparazione il mio mantra posso parlare come un fiume in piena dei progetti, delle attività, delle consulenze che faccio, dei progetti professionali dei miei allievi all’interno della community, di quanto si sia sviluppata e sia cresciuta arricchendosi di nuovi percorsi, dei risultati straordinari che la maggior parte di voi allievi ha ottenuto…

Insomma c’è un rinnovamento continuo e positivo, frizzante ed energico.

Ed è pazzesco.

La crescita costante che porta con sé il miglioramento continuo sono pazzeschi e sono armi che vi permettono di essere immuni dal rischio di perdere il lavoro o che vi agevolano nel cambiarlo quanto più velocemente possibile perché sarete preparati e pronti.

Capite quanto nel 2020 il dinamismo, la flessibilità, la fluidità siano connotati fondamentali per crescere, per evolversi a 360 gradi, come esseri umani, come specie, ma anche ovviamente come professionisti che hanno qualcosa da dare agli altri e a sé stessi.

Poni a te stesso le seguenti domande per verificare se hai fatto tuo il concetto della crescita costante:

  • Cosa conosco di diverso rispetto ad una settimana fa, un mese fa?
  • Cosa ho approfondito nell’ultimo periodo e perché?
  • Quali vantaggi ho ottenuto da queste nuove conoscenze, esperienze?
  • In che modo la mia crescita genera un impatto nel lavoro?

Allora, qual è ad esempio il segreto dei Manager di successo

Studiano se stessi e studiano gli altri, sanno che tipi sono e sanno dove vogliono andare, quali risultati vogliono raggiungere, si danno delle scadenze per poterlo fare monitorando i propri risultati ed obiettivi. 

Non sto parlando di frequentare un corso di Time Management in qualche ente di formazione blasonato che ti darà delle skills tecniche ma che non ti permetterà di capire le regole del gioco NON DETTE che vigono all’interno degli uffici.

Di tutto questo mi sono divertito a parlare nel mio percorso formativo più esclusivo: Master MiVedoManager.

Il terzo segreto: DARSI DELLE SCADENZE

Sento persone che cercano lavoro (perché non ne hanno uno o vogliono cambiarlo) da oltre sei mesi e non si sono ancora dati delle scadenze per potere dire a se stessi:

“Cavoli, a questo punto devo cambiare approccio, devo cambiare mentalità, sono passati 6 mesi e non è cambiato nulla nella mia vita lavorativa” 

Chi ha successo nella vita si pone degli obiettivi e si auto impone delle scadenze così da monitorare lo stato di avanzamento verso il traguardo.

Altrimenti si rischia di girare a ruoto come il criceto nella ruota e perdere totalmente la cognizione del tempo ma il tempo non si ferma e le cose non cambiano.

E riguardo invece alla tua carriera?

Hai programmato e pianificato?

Hai delle deadline per ottenere i tuoi traguardi promozione dopo promozione oppure lasci che anche in questo caso la “natura” faccia il suo corso da bravo attendisti?

Se non ottieni risultati entro certe date (imposte in autonomia da te) cambia approccio, investi su di te, fallo per la tua mente, per non sentirti poi frustrato e bloccato in una situazione scomoda e in una posizione lavorativa che non senti più tua.

Io stesso, quando ho lanciato il progetto JobHero, mi ero dato degli obiettivi sulla mia community:

> di crescita
> di interazione
> raggiunti dai miei allievi privati seguendo i miei CORSI
> sulla % di successo di quanti allievi privati avrebbero trovato/cambiato lavoro e in quanto tempo
> sul supporto costante da poter dare

Questi obiettivi non me li ha imposti nessuno né tanto meno li ho “subiti” senza ragionarci attentamente.

Gli obiettivi ormai lo sanno tutti devono essere SMART.

Per stabilire se gli obiettivi sono validi, sono stati definiti 5 criteri, che corrispondono ai termini anglosassoni che compongono l’acronimo S.MA.R.T:

  • S = Specific (Specifico)
  • M = Measurable (Misurabile)
  • A = Achievable (Raggiungibile)
  • R = Realistic (Realistico)
  • T = Time-Based (Temporizzabile)

Focalizziamoci sull’ultimo punto: Temporizzabile.

Ogni obiettivo è legato ad una scadenza e prevede tutta una serie di step di verifica.

Non a caso, alcuni preferiscono sostituire “Time-Based” con “Time-Boxed”, applicando a questo criterio la tecnica di gestione del tempo nota come Timeboxing.

Timeboxing

Timeboxing è provare ad applicarla alle sessioni di creative thinking, iniziando il tuo “allenamento” con sedute di 5/10 minuti in cui pensare solo a questa fase del processo creativo.

La generazione di idee è un’attività che comporta un notevole affaticamento mentale, che rischia a sua volta di portarti a stress, nervosismo, frustrazione.

Inizia gradualmente, dedicando piccole porzioni di tempo intervallate da momenti in cui ti dedicherai ad altro, ed in breve tempo vedrai che sarai in grado di dedicare timebox (porzioni di tempo) sempre più ampie, aumentando il tempo dedicato a progetti più complessi (sessioni di 20/30 minuti) fino ad arrivare a 60/120 minuti per i progetti molto complessi, fatti di diverse sedute di brainstorming in cui sono coinvolte più persone.

L’importante è tenere sempre presente una regola fondamentale: quando la timebox termina, devi importi di sospendere l’attività e riprenderla alla timebox successiva, svolgendo nel frattempo un’altra mansione. 

Un esempio?

Dedicare una timebox di 10 minuti al controllo della posta elettronica, ma anche ad un piccolo momento di relax come prendere una boccata d’aria o bersi un caffé.

Nel caso di progetti più complessi potrai invece stabilire delle timebox intermedie per analizzare i risultati ottenuti, attraverso una retrospettiva che possa identificare gli aspetti da migliorare e potenziare.

Ricorda la Legge di Parkinson:

“Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”.

In altre parole più tempo avrai a disposizione più ne sprecherai.

Eviterai anche di incorrere nella “paralisi nella analisi”, l’anti-pattern secondo cui si approfondisce eccessivamente l’analisi di un’attività al punto di pregiudicare l’azione o la decisione necessaria al suo completamento.

Inoltre, il sistema del Timeboxing ti permetterà di tenere d’occhio il tempo trascorso su di un’attività, e di valutare come è stato utilizzato, tenendo traccia della somma delle diverse timebox utilizzate per le varie fasi del progetto, e potendo così valutare in modo chiaro e preciso la tua performance complessiva.

Ecco perché modificare un timebox implicherebbe una perdita di coerenza delle informazioni, vanificandone così l’utilizzo.

Per concludere, possiamo riassumere definendo il Timeboxing come una tecnica per utilizzare il tempo non come variabile ma come costante, in cui ogni timebox rappresenta un periodo prefissato per il raggiungimento di un obiettivo.

Io stesso ho utilizzato il Timeboxing per raggiungere i miei obiettivi professionali e sono riuscito nel mio intento della massima preparazione proprio come Noè.

Immagino che anche a lui fosse stato detto di arrivare preparato terminando l’Arca entro il giorno XYZ altrimenti avrebbe nuotato con i pesci.

Tornando alla mia storia…

Se sono diventato Manager in giovane età, bruciando le tappe da stagista a professionista di successo posso dire di esserci riuscito perché mi sono preparato a dovere cominciando a costruire la mia personalissima Arca nel deserto quando tutti gli altri mi prendevano per matto.

Ti ricapitolo i Segreti che ho condiviso con te:

  • Anticipare
  • Crescere sempre
  • Darsi delle scadenze

Quindi, chi veramente sopravvive è chi, durante le belle giornate di sole costruisce quell’Arca, anche quando tutti dicono:

“Guglielmo guarda che non sta piovendo, il diluvio non c’è ancora, perché la stai costruendo quell’arca lì, perché stai investendo energie e risorse per una tua follia?”

Pensa sempre ai tuoi sei mesi precedenti, ragiona e chiediti: 

> Come sono cambiato da sei mesi ad oggi? 

> Cosa è cambiato nella mia vita? 

> Sono cresciuto? 

> Sono andato avanti o sono andato indietro, sono involuto, sono regredito?

E se sei “regredito” o non è cambiato nulla rispetto al passato allora hai un grande problema, o meglio una grande sfida da vincere, e bisogna intervenire OGGI.

Quindi costruisci l’Arca perché questo è certamente un ottimo momento per rafforzare le tue competenze, per capire in quale direzione andrà il mercato del lavoro, per essere preparati come il buon boy scout a quella che sarà la tua prossima “stagione” lavorativa allenando questa mentalità vincente, l’unica e sola a funzionare davvero.

Prima di concludere questa lezione insieme vorrei rivolgermi proprio a te che stai leggendo e che hai voglia di trasformare la tua vita professionale.

Se sei arrivato fin qui, così in fondo, te lo meriti davvero e voglio farti un regalo quindi ti chiedo di chiudere gli occhi, e di visualizzare il futuro che ho in mente per te. 

O meglio, lo farei se fossimo faccia a faccia. 

Ma in questo caso dovremo accontentarci: vada per gli occhi aperti! 

Però ti chiedo di accomodarti su una sedia comoda, o sul divano.

Appoggiati allo schienale, rilassa ogni muscolo. 

Metti in sottofondo una musica ispirante e rilassante, io ho appena impostato “Suoni della Natura” con Alexa.

Leggi il testo che trovi qui di seguito e usa la tua immaginazione per visualizzare ogni frase nella tua mente, per vivere e sentire, quasi fisicamente, ogni singola situazione.

Sei pronto? Cominciamo. 

ESERCIZIO

Adesso ci proietteremo nel futuro. Non un futuro qualsiasi… ma il TUO futuro.

Sono passati 6 mesi da quando hai iniziato a cambiare la tua vita professionale approcciandoti con strategia, metodo ed un mentore che ti preparasse a dovere alle sfide del mondo del lavoro. 

Credici o no, tu sei già un professionista di successo. Non lo vedi il tuo nome impresso in grassetto sulla porta del tuo nuovo ufficio?

Eccoti lì pienamente soddisfatto di quello che hai costruito e continui a costruire dimostrando finalmente il tuo reale valore di cui tutti adesso si accorgono.

Adesso vieni chiamato a partecipare ad una riunione proprio nell’ambiente nel quale hai sempre voluto lavorare, ti senti pienamente a tuo agio e confidente delle tue potenzialità perché hai investito su di te ed hai valorizzato ogni aspetto della tua vita.

La tua self-confidence non è mai stata così alta e vuoi essere un esempio per gli altri, sai adesso di potercela davvero fare.

Durante il meeting nessuno ti ha interrotto, pendevano dalle tue labbra perché hai saputo offrire spunti interessanti, costruttivi per migliorare le performance ed avere un impatto sull’organizzazione e chiunque si è accorto delle tue competenze e del tuo potenziale.

Ma tu non vuoi lavorare e basta per il gusto di farlo, tu desideri generare un impatto positivo nel mondo, diventare un modello per i tuoi cari, dedicarti a loro e dargli la vita che meritano.

Ed ecco che quell’investimento che hai fatto mesi prima ti ha permesso di vivere la vita professionale che desideravi trovando il perfetto equilibrio vita lavoro grazie ad un metodo scientifico che ti ha cambiato la vita facendoti trovare l’ottimo: azienda giusta, lavoro corretto.

Adesso puoi dedicarti alla tua crescita professionale e fare in modo che questa influenzi positivamente anche la tua vita personale. Adesso vivi all’altezza delle tue aspettative.

Allora, com’è andata?

Se sei riuscito a visualizzarlo correttamente, il tuo futuro da Professionista di successo è ancora più vicino e possibile.

Non ti resta che compiere il primo e più importante passo per raggiungerlo:

metterti all’opera OGGI per vivere domani questo futuro professionale.

E’ alla tua portata grazie ad una preparazione attenta.

Non ti avrei svelato questi miei segreti se non avessero funzionato prima su di me e poi sulle centinaia di allievi che ho avuto l’onore di seguire in questi anni tra JobHero Academy, Master MiVedoManager e Leadership Femminile.

Puoi leggere o ascoltare decine e decine di testimonianze dei miei allievi QUI.

Bene, spero di cuore che questo articolo ti sia stato utile e che ti abbia avvicinato un po’ di più al tuo obiettivo di vivere la vita professionale a cui ambisci e che sono certo tu meriti.

Mi piacerebbe tantissimo conoscere la tua opinione, sapere se ti è piaciuto, se lo hai trovato utile, se inizierai presto ad utilizzare il Metodo.

Potresti lasciarmi una recensione qui sotto, mettere un like e condividere questo articolo e consigliare il mio sito.

Per me significherebbe davvero molto. Grazie di cuore! 

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2 commenti su “Non stava piovendo quando Noè costruì l’Arca…”

  1. Marco ha detto:

    Complimenti Guglielmo! Non conoscevo la frase ma è perfetta per entrare nello stato mentale di investimento, pro attività e assunzione di responsabilità per cambiare la propria situazione.
    Meglio si lavora sulle cose importanti, e avremo (1) meno urgenze di cui occuparci, e (2), qualora capitassero, saremo già pronti.
    Grande!

  2. Daniela ha detto:

    Ciao Guglielmo, ho letto questo articolo con grande interesse e sicuramente mi servirà rileggerlo ancora, ma mi sono ritrovata in alcune parti, specialmente quella riferita a quei pensieri che spesso ci bloccano dal compiere azioni che potrebbero lanciarci oltre la nostra area di comfort, dal prenderci la responsabilità di alcune azioni che potrebbero anche avere come risultato il fallimento, anche se ci impieghiamo tanto tempo, fatica e risorse per attuarle. L’importante è comunque provarci sempre, anziché restare fermi ad attendere i miracoli dal cielo. In ogni caso, al fine di ridurre il rischio di fallire, giustamente serve sempre avere un metodo, piani di azione di riserva, una strategia, e in questo può essere molto utile anche l’approccio PDCA, che hai citato, e che ho conosciuto all’università ed è l’approccio che impiegano le aziende per organizzare le proprie attività nell’ottica di un miglioramento continuo, aggiustando sempre il tiro in caso di discostamento dai propri obiettivi pianificati inizialmente. Ho trovato utilissima la parte in cui consigli come gestire al meglio il nostro tempo e tutte le attività quotidiane, volte a raggiungere i nostri microbiettivi, e da oggi inizierò ad organizzare meglio la mia routine quotidiana, in modo da riservare il giusto tempo e la giusta importanza a tutte le azioni più fruttuose e riducendo le perdite di tempo prezioso. Grazie per queste ulteriori potenti lezioni !!!

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