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Quale lavoro fa per te? Capiamolo insieme

come capire quale lavoro fa per te

Come capire quale lavoro fa per te?
Il 90% dei candidati commette un errore che pochi sanno riconoscere.

Non è colpa del candidato. E’ il sistema che non ci fa comprendere quale sia il lavoro perfettamente affine a ciascuno. Nessuno ci insegna a rintracciare gli INDIZI fondamentali. Indizi che ci fanno capire in quale lavoro e contesto esprimeremmo davvero le nostre reali potenzialità.

Sono Career Coach, Selezionatore e Formatore da anni. Ho valutando più di 51.000 cv e condotto più di 6.000 ore di colloqui.

L’errore più comune? Il seguente.

Non saper leggere ed interpretare in modo funzionale TUTTE le proprie esperienze e competenze. Nessuno riesce a creare un ECOSISTEMA utile a generare valore. Nessuno sa costruire un progetto professionale solido, duraturo e felice.

Solo il 5% dei candidati considera la propria vita come una reale sommatoria di esperienze da mettere al servizio dell’azienda.

Se oggi non sai quale percorso professionale intraprendere ti dico già che non sei solo.

Se oggi non sai come cambiare lavoro o settore sei decisamente nel posto giusto.

Probabilmente non sai “distinguere” i tuoi trascorsi PERSONALI da quelli PROFESSIONALI.
Cosa vogliono i selezionatori e i datori di lavoro? Quello che insegna il mio metodo.
E’ necessario partire dal presupposto che la nostra vita è un tutt’uno grazie all’EFFETTO COMPOUND.

Devi partire proprio dalla sommatoria di tutte le tue esperienze di vita e professionali. Solo grazie a questa somma riusciamo ad essere le persone che siamo oggi.

Se oggi ti stai chiedendo:

“Voglio capire davvero cosa fare della mia vita perché non sono soddisfatto. Non mi sento appagato, non so bene in quale direzione andare e non riesco a valorizzarmi”

Allora continua a leggere perché scoprirai come fare step by step in modo semplice e veloce.


Come trovare la propria strada lavorativa

Per trovare la tua personalissima strada lavorativa devi subito distinguere tra LINEA e STAFF. La domanda che dovrebbe risuonare nella mente parafrasando Shakespeare è:

Essere Linea o non essere Staff questo è il dilemma”.

Ma vediamo di capire subito di cosa stiamo parlando.

Essere Linea vuol dire ricoprire un ruolo le cui attività, mansioni e responsabilità sono di primaria importanza per l’attività “core” (cuore) dell’impresa.

Essere Staff invece vuol dire ricoprire un ruolo le cui attività, mansioni e responsabilità supportano le risorse di Linea. Si tratta di tutti quei ruoli che non fatturano direttamente. Ruoli che non creano valore “diretto” facilmente quantificabile. Ma senza di loro l’impresa difficilmente funzionerebbe.

Pensa in questo caso ad un ingranaggio.

Un ingranaggio è composto da più componenti, piccoli, grandi che siano. Ognuno ha un suo preciso compito, una sua specifica funzionalità (funzione appunto).
L’ingranaggio gira e assolve al compito per cui è stato concepito.

Ad esempio, nel caso dell’orologio segnare l’orario corretto nel modo più preciso possibile senza bloccarsi mai.
Tutti i vari componenti che concorrono a questa “mission” sono di “Linea”.

Chi si occupa di tenere invece oliato l’ingranaggio prendendosi cura dei singoli componenti sono di “Staff”.

Rifletti su questo: sei più “Linea” o “Staff”?

Che indole hai? Che carattere? Ti capita di essere in prima linea sempre e comunque? Oppure preferisci organizzare ed essere nelle retroguardie?

Preferisci nella vita quotidiana stare in mezzo alla gente, parlare, confrontarti con tutti? Oppure preferisci portare a termine gli obiettivi prefissati tendenzialmente “in solitaria”?

Quando studi qualcosa di nuovo, che trovi difficile, fai in modo di studiare in gruppo pensando “l’unione fa la forza”? Oppure risolvi da solo per non essere distratto o rallentato dagli altri?

Sono tutte ottime domande per iniziare a capire dove ti trovi e in quale direzione andare. Sono domande fondamentali per capire quale lavoro fa per te.

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Impara a conoscere te stesso

E’ tempo di cominciare a fare un po’ di stretching mentale, fondamentale per imparare sul serio a conoscere te stesso.

Per far questo utilizzeremo lo schema di Johari. Lo conosci?

Johari non Ser Jorah Mormont. Non si tratta del cavaliere in esilio innamorato di Daenerys ne “Il Trono di Spade”!
Scusa lo sfogo da nerd.

Lo schema di Johari però ci darà una bella mano. Ci aiuterà molto, quindi vediamolo subito insieme.

Si tratta di un quadrato suddiviso in quattro quadranti (non è uno scioglilingua).

La dimensione orizzontale considera il grado di conoscenza che la persona ha di se stessa in termini di personalità, atteggiamenti, emozioni trasmesse agli altri.
Per fare tutto questo e cavarne un ragno dal buco bisognerà interagire con l’esterno.
La dimensione verticale indica invece il grado di conoscenza che gli altri hanno del soggetto. In questo caso di te.

La combinazione di queste due direttrici crea quattro aree disegnate da due psicologi americani Luft e Ingram:

Come capire quale lavoro fa per te

Imparare a conoscerti meglio rende consapevoli dinnanzi ai propri occhi e a quelli degli altri chi sei, cosa fai, come lo fai, perché lo fai e di molto altro. Questo è potenzialmente utile a selezionatori e datori di lavoro.

La consapevolezza accresce la fiducia in te stesso perché finalmente avrai il tuo personalissimo “libretto di istruzioni”. Inoltre la fiducia in te stesso a sua volta ti rende immune da determinati “attacchi” del Recruiter.

Ti permette di essere lucido. Ti dà la forza di giocare ad armi pari e di sapere incasellare in ognuno di questi quadranti ogni tipologia di situazione. Eviterai così di trovarti in un angolo cieco.

Il quadrante “Cieco” è probabilmente il più infido. Potresti essere tu stesso, senza volerlo, a porti in questa spiacevole posizione durante la ricerca di lavoro.

Ricorda la paura fa brutti scherzi, dovresti saperlo.

L’angolo cieco è dietro l’angolo. Meglio arrivare preparati.

Una frase che nel mondo HR è molto usata è “La mappa non è il territorio”

Ognuno di noi ha la propria percezione in base alla quale interpreta gli eventi.

Facciamo un esercizio in pieno stile “facebookiano”.

Nel fare una determinata attività pensa ad esempio:

  • Come ti vedono gli amici
  • Come ti vedono i genitori
  • Come ti vede la Società
  • Come vedi te stesso

Le nostre rappresentazioni mentali non sono la realtà. Sono solo la percezione, diversa per ognuno di noi, della stessa. E’ bene usare queste ARMI a tuo vantaggio per costruire il progetto professionale più allineato al tipo di persona che sei!

Competenze e capacità’

Ogni profilo professionale che i candidati potenziali dovranno ricoprire si compone di competenze e capacità da possedere.

Spesso però si fa molta confusione tra competenze e capacità. Non sono sinonimi né parole dai significati intercambiabili.

E’ bene quindi capirne subito le differenze.

Le CONOSCENZE fanno riferimento al sapere specifico richiesto dalla professione. Sono la cultura in generale, il sapere organizzativo entro cui si realizza l’attività. Possono essere:

  • scolastiche,
  • linguistiche,
  • informatiche,
  • extralavorative,
  • di settore merceologico,
  • di processo,
  • relative alla formazione ricevuta.

Le CAPACITÀ’ sono abilità personali connesse allo svolgimento dell’attività di lavoro ed all’utilizzo delle conoscenze.

Le capacità potrebbero essere classificate in:

  • professionali
  • relazionali
  • manageriali

Piccolo spunto di autovalutazione:

Come capire quale lavoro fa per te

Adesso ti invito a distinguere tra i tre SAPERI che HR e selezionatori distinguono e ricercano nei candidati:

SAPERE: competenze tecnico specialistiche informazioni, metodologie e tecniche acquisite attraverso l’esperienza e la formazione.

SAPER FARE: competenze trasversali o manageriali capacità, abilità a fare bene qualcosa.

SAPER ESSERE: competenze emotive riguardano il rapporto con sé, gli altri e il mondo.

Immagino che tu non abbia mai fatto tutti questi ragionamenti. Non preoccuparti, niente di difficile basta avere metodo.

Se ti fa piacere sarò felice di aiutarti con una Consulenza Strategica Gratuita. Puoi candidarti qui.

Trovare lavoro è questione di fiducia

Per trovare IL lavoro più giusto per te serve conoscersi bene. Serve anche un ingrediente segreto: la fiducia in te stesso e nelle tue capacità.

La self-confidence diventa il super potere di ogni professionista di successo. Un professionista pienamente a conoscenza di ciò che è in grado di fare o di non fare.

La mancanza di fiducia è figlia della confusione e dell’aver perso la bussola.

Quindi niente paura. Stiamo già lavorando insieme per rimetterti in sesto prendendo maggiore consapevolezza di te e del lavoro più adatto a te.

Quando non ti senti a tuo agio, quando cominci a sudare, a non sentirti pienamente ossigenato, tendenzialmente cosa accade dopo?

90 volte su 100 niente di buono.
Ecco l’esperienza negativa. Ecco il trauma. Ecco il lavoro che non ti piace. Ecco il colloquio andato male. Ecco il licenziamento.

Ti svelo un piccolissimo segreto: non hai avuto abbastanza fiducia in te stesso e il “cane” di turno l’ha fiutato, l’ha captato nell’aria distintamente. Hai avuto paura.

Se adesso ti chiedessi di attribuire a te stesso un punteggio tra 0 e 10 alla “fiducia in te stesso” che voto ti daresti?

Esercizio

Fiducia in noi stessi:
0 (Non ho fiducia in me stesso)
10 (Mi sento un supereroe)

Se stai pensando che questo esercizio sia solo un esercizio di stile allora chiudi questo articolo e non continuare a leggere. Non ti servo, sai già tutto.

Prosegui nella lettura se hai detto (vale anche averla solo pensata) una frase del genere, anche solo una volta nella tua vita:

  • “Non sono portato per le lingue”
  • “Non sono bravo in matematica”
  • “Non sono un bravo capo”
  • “Non riesco a trovare tempo”
  • “Non troverà mai lavoro”
  • “Non passerò mai quell’esame”
  • “Non mando la mia candidatura per quel lavoro perché ci saranno troppi candidati e non mi assumeranno mai”

Benvenuto nel club, mi sono sentito proprio come te.
Non mi credi? Leggi la mia storia QUI .

Tranquillo sei perfettamente normale. Niente di strano, niente di anomalo.

Ammettere a te stesso una paura e di aver bisogno di aiuto è il PRIMISSIMO passo per poter mettere in atto, in modo “smart”, delle strategie per sconfiggere questa bestia nera.

Per il momento fermati un attimo a riflettere. Metabolizza quanto hai letto. Finisci il tuo tè. Mangia l’ultimo biscotto.
Preparati e fermati sulla porta prima di uscire. Se non ti ricordi quello che di buono hai e ciò che sei, il mondo sarà inospitale e stupidamente nuovo. Una camaleontica nebbia che ti risucchierà ancora.

Se invece ricorderai che tutto quello che hai già fatto ti è servito proprio per essere al punto in cui ti trovi oggi allora il fuori sarà alla tua altezza. Sarà un posto magnifico da esplorare, con metodo.

Se vorrai, non sarai da solo in questo viaggio alla scoperta (o ri-scoperta) di te.

Se ti fa piacere sarò felice di aiutarti in Consulenza Strategica Gratuita.

Fatti un applauso. Lascia che gli altri (se c’è qualcuno intorno) pensino che tu sia pazzo. Il mondo è fatto di pazzi. Pazzi ambiziosi. Pazzi come te e me, come noi.

Standing ovation conclusa?

Come capire quale lavoro fa per te

Bene, spero di cuore che questo articolo ti sia stato utile. Sicuramente ti ha avvicinato un po’ di più al tuo obiettivo di vivere la vita professionale a cui ambisci.

Sono certo che sia una vita che meriti!

Mi piacerebbe tantissimo conoscere la tua opinione, sapere se ti è piaciuto, se lo hai trovato utile, se inizierai presto ad utilizzare il Metodo.

Potresti lasciarmi una recensione qui sotto, mettere un like, condividere questo articolo e consigliare il mio sito.

Per me significherebbe davvero molto. Grazie di cuore!

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Ogni giorno mi impegnerò a rendere più facile e affascinante il viaggio che trasformerà le tue esperienze, competenze e talenti in un lavoro di cui tu potrai andare fiero.

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